Quale è il ruolo dell’Account? Durante l’incontro del 27 marzo promosso da Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica – in collaborazione con UNA e il Master in Account e Sales Management con Chiara Cattarulla, Client Lead di VML Italia – abbiamo scoperto come questa professione si stia evolvendo in un mercato della comunicazione sempre più frammentato e ricco di strumenti tecnologici.
Chiara Cattarulla ci ha spiegato come l’agenzia sia una macchina complessa composta da diversi elementi: un team Creativo che si occupa di dare forma alle idee, uno Strategico che analizza i dati per definire il target e il team Transformation che presidia l’innovazione tecnologica.
All’interno di questo sistema complesso, l’Account è l’orchestratore del flusso ossia colui che gestisce la relazione con il cliente e si assicura che ogni risorsa interna sia attivata al momento giusto e con l’obbiettivo corretto.
In agenzia poi, tutto inizia e finisce con il Brief: una vera e propria bussola che oriente ogni progetto.
Chiara Cattarulla ha condiviso con noi i sei ingredienti fondamentali per ottenere un brief che funzioni davvero, partendo dai Business Objectives, ossia le necessità del cliente, fino ad arrivare alla definizione dei Deliverables nonché tutti quei prodotti tangibili e finali che l’agenzia deve consegnare al cliente alla fine di un progetto.
Ma la vera differenza sta nella capacità di anticipare: un bravo account, infatti, non subisce le scelte, ma guida il team e il cliente attraverso una visione proattiva (Anticipate, Plan, Execute).
Chiaramente non potevamo non parlare di AI e tecnologia: durante l’intervista Chiara ci ha spiegato che l’intelligenza artificiale viene vista come un assistente incredibilmente potente e veloce che aiuta a scandagliare un’infinità di dati e informazioni esistenti e quindi a ottimizzare i tempi, soprattutto nelle fasi di re-briefing permettendo quindi di ricominciare velocemente dopo un eventuale cambio di rotta.
L’aspetto più umano dell’incontro è stato dedicato alle soft skill: cosa succede quando il cliente all’ultimo minuto cambia idea generando panico e frustrazione nel team? Qui entra in gioco l’intelligenza emotiva dell’account che deve diventare un vero e proprio amplificatore di positività utilizzando tecniche per guidare il team, e Chiara ci ha rivelato alcune di queste:
- Emotional Control: proiettare sicurezza per mantenere il team focalizzato
- Active Listening: ascoltare le motivazioni del cliente per trasformare un incidente in una nuova opportunità
- Comunicazione Assertiva: essere chiari e precisi per ridurre le tensioni e rendere la collaborazione più fluida
Possiamo quindi dire che essere Account significa custodire l’equilibrio e non solo gestire i task. Infatti, mentre l’AI ci permette di lavorare più veloci, l’intelligenza emotiva dei professionisti fa la differenza. In un mondo che cambia in continuazione, la capacità di restare empatici e proattivi non è più solo un accessorio ma il vero vantaggio che fa la differenza.
Sofia Rolfi
