A2A

DIETRO LE NOTIZIE: IL RUOLO STRATEGICO DELLE MEDIA RELATIONS IN A2A

Il Gruppo a2a è una delle principali realtà italiane nel settore dei servizi essenziali, ma si distingue per una visione che va oltre il tradizionale concetto di utility. Non si limita, infatti, alla fornitura di energia, acqua e servizi ambientali, bensì promuove un modello di sviluppo che pone al centro le persone, le comunità e gli ecosistemi, contribuendo concretamente alla qualità della vita nel presente e per il futuro.

Nel corso della mia esperienza di job shadowing presso l’Ufficio Stampa a2a ho avuto l’opportunità di osservare da vicino la realtà aziendale e come la funzione di comunicazione contribuisce a tradurre questa visione in un racconto chiaro e coerente.

In questo contesto ho conosciuto Silvia Onni, che si occupa di ufficio stampa nazionale, che mi ha accompagnata nella comprensione delle dinamiche di relazione con i media e nella gestione della comunicazione istituzionale.

Al termine del percorso ho avuto l’opportunità di intervistarla, approfondendo il ruolo strategico dell’ufficio stampa e le competenze necessarie per confrontarsi con un pubblico ampio e diversificato in una grande azienda di servizi come a2a.

  • Come è organizzata l’area comunicazione di a2a? Dove si colloca al suo interno l’Ufficio Stampa e con quali obiettivi?

L’area comunicazione di a2a fa parte di una direzione che riunisce tre anime: comunicazione, sostenibilità, e affari istituzionali  regionali. Questa scelta organizzativa nasce dal fatto che queste tre attività, lavorando insieme, possono ottimizzare il valore che il Gruppo è in grado di offrire ai diversi stakeholder condividendo e veicolando gli stessi valori e contenuti.

Le media relations supportano tutte le iniziative raccontandole ai cittadini sui diversi canali, dalla stampa al mondo web e social. Nel dettaglio poi media relations e social media sono volutamente unite sotto un unico responsabile, perché i due tipi di comunicazione seguono una sequenza temporale precisa: quando un’attività deve essere comunicata all’esterno, si parte dal comunicato stampa e, subito dopo, si passa alla comunicazione sui social.

L’obiettivo delle media relations è quello di gestire la comunicazione con gli organi di stampa, carta stampata, web, radio e televisione, e il target dell’attività sono quindi potenzialmente tutte le testate giornalistiche.

  • Com’è una vostra “giornata tipo”? Quali sono le priorità quotidiane del team?

La giornata inizia sempre con la rassegna stampa. La prima attività è la lettura dei quotidiani e delle notizie inerenti al nostro business, per monitorare ciò che viene pubblicato e rendere le informazioni disponibili ai vertici e a tutto il gruppo.
Durante la giornata ci sono poi attività già pianificate, come il lancio di un comunicato o l’organizzazione di un evento che coinvolge la stampa.

Le priorità, però, possono cambiare rapidamente in base a varie dinamiche, anche impreviste. Può capitare, ad esempio, che un giornalista chiami per chiedere dati o un’intervista: sono attività che non si possono prevedere e che possono diventare prioritarie rispetto ad altre.

La giornata si conclude solitamente con l’invio di una selezione di notizie battute dalle agenzie di stampa, che vengono monitorate durante tutto il giorno per intercettare e notizie utili,  essendo spesso il primo canale a riportare le informazioni.

  • Come nasce e si sviluppa un comunicato stampa qui in a2a, dall’inizio alla fine? Ci sono linee guida interne da seguire?

Un comunicato stampa nasce spesso da un’attività di allineamento interno: i colleghi delle diverse strutture ci informano di eventuali attività rilevanti. Viene quindi fatta da parte nostra una valutazione circa la notiziabilità, se sia una notizia rilevante per la stampa.

In quel caso, il comunicato viene solitamente definito nei contenuti specifici con l’owner del progetto. Ad esempio, per un nuovo impianto fotovoltaico, si condividono le informazioni con chi segue la realizzazione dell’impianto e si costruisce insieme un testo. Una volta consolidato il contenuto, si valutano eventuali arricchimenti, come l’inserimento di un virgolettato.

Esistono anche comunicati stampa congiunti nel caso in cui nel progetto trattato sia coinvolta un’altra realtà, o più di una. In questi casi il comunicato viene concordato nei contenuti anche insieme ad altri uffici stampa, per arrivare ad un testo condiviso, con gli elementi di tutte le due o più aziende coinvolte,  da veicolare alla stampa.

Ci sono poi alcuni appuntamenti legati al fatto che il Gruppo è quotato in borsa, che seguono un calendario finanziario prefissato: si tratta dell’approvazione dei risultati trimestrali, semestrali, dei nove mesi e del bilancio annuale di A2A, per cui vengono preparati comunicati che raccontano i risultati economico-finanziari alla stampa con una tempistica ben precisa.

  • Con chi vi rapportate esternamente? Come gestite tali rapporti?

Gli interlocutori esterni dell’ufficio stampa  sono tutti i giornalisti, e i rapporti vengono gestiti attraverso canali diversi.

Negli ultimi anni  spesso il contatto con i giornalisti è prevalentemente digitale, in linea con tutti i cambiamenti a cui in generale il mondo del lavoro ha assistito. Il comunicato stampa viene infatti inviato solitamente via mail. Oltre alle classiche telefonate, spesso è possibile contattare i giornalisti via whatsapp per portare alla loro attenzione una notizia.

  • Qual è la parte più difficile e quale quella più gratificante del vostro lavoro?

Le media relations sono strategiche per un’azienda, e proprio questo è ciò che c’è di più gratificante, ma anche di più complesso.

Vedere una notizia che riguarda la propria azienda pubblicata su un quotidiano o riportata in un servizio in televisione  è, personalmente, sempre un’emozione e una gratificazione. Una comunicazione fatta bene può contribuire a far percepire l’azienda per ciò che è realmente, e nel caso di A2A si tratta di un gruppo attento sia al business sia alle persone, una life company per il ruolo che svolge nella gestione delle risorse essenziali ma anche per la vicinanza a clienti, stakeholder e dipendenti.

La parte più difficile è l’altra faccia della medaglia: proprio perché è un lavoro strategico, richiede grande cura e attenzione. Le notizie dentro ad un’azienda non si inventano: servono serietà, professionalità, esperienza e rispetto per il prezioso lavoro dei giornalisti.

  • Secondo voi, cosa dovrebbero sapere gli studenti sul lavoro dell’ufficio stampa che dall’esterno non è visibile?

Il lavoro dell’ufficio stampa è, per sua natura, mediato dalla testata che pubblica una notizia.
Chi lavora in questo ambito sa che quell’articolo o servizio  esiste anche grazie al lavoro svolto. 

  • Che consiglio dareste a uno studente che vuole lavorare in un ufficio stampa?

Il mio consiglio personale è di essere curiosi, di tutto. Leggere molto, informarsi costantemente e scegliere con attenzione le fonti, dai quotidiani alle televisioni, dal web alle radio.

Albertini Alice