INTERVISTA CON CAROLINA POLZELLA DAL TEAM YOUTH ENGAGEMENT AND EDUCATION 

Il Gruppo A2A non si presenta esclusivamente come fornitore di servizi ma come Life Company che pone al centro il benessere delle persone e del territorio. In questa intervista con Carolina Polzella si esplora come il team di Youth Engagement and Education stia costruendo un dialogo diretto con le nuove generazioni, trasmettendo loro i valori di sostenibilità ed economia circolare. 

Come definiresti il tuo ruolo all’interno di A2A?

Faccio parte del team di Youth Engagement, all’interno della Direzione Comunicazione, Stakeholder Engagement, Sostenibilità e Regional  Affairs. Il mio compito è gestire i progetti che mirano a coinvolgere i ragazzi su tutto il territorio  italiano e nelle aree specifiche in cui opera il business di A2A, coprendo un target che va dalle scuole  primarie fino agli istituti secondari di secondo grado. 

Quali sono i principali obiettivi e valori che guidano il lavoro del vostro team?

Ci  muoviamo seguendo i valori aziendali; A2A si definisce tanto una Media Company quanto una Life Company. Il nostro obiettivo principale è l’unità, lavoriamo in modo integrato e coordinato,  supportandoci a vicenda per riflettere questa coesione in ogni progetto che realizziamo. 

Come riuscite a mantenere un linguaggio  fresco e adatto ai giovani?

Puntiamo sull’innovazione e sull’aggiornamento costante rispetto alle  tendenze del momento per capire cosa funziona meglio nel veicolare i nostri messaggi. È fondamentale il confronto continuo, non solo con i docenti e i dirigenti scolastici, ma soprattutto con  i ragazzi stessi, per comprendere a fondo le loro esigenze e aspirazioni. 

Quali sono gli strumenti o le piattaforme che utilizzate maggiormente per rivolgervi al vostro target?

Abbiamo a disposizione diversi canali. Il pilastro principale è la piattaforma “A2A per le Scuole”, dove docenti e istituti possono trovare tutti i nostri progetti e i materiali didattici. Utilizziamo poi i canali social per comunicare novità e partnership, oltre a sviluppare progetti territoriali mirati in  aree specifiche. 

Qual è la sfida più grande nell’approcciarsi alle nuove generazioni oggi?

Senza dubbio la soglia dell’attenzione, oggi estremamente bassa. Per catturare l’interesse dei ragazzi dobbiamo essere costantemente al passo con i tempi. La sfida sta inoltre nel tradurre temi complessi e ampi – come la sostenibilità e l’economia circolare – in messaggi semplici e chiari, adatti a diverse fasce d’età. 

Come nasce un nuovo progetto educativo? Seguite un’esigenza interna delle diverse Business Units o ascoltate le richieste del territorio?

Dipende dal caso: alcuni progetti nascono da una precisa volontà del Consiglio di Amministrazione di posizionarsi su determinati territori; per il  progetto nazionale cerchiamo invece di inventare ogni anno qualcosa di nuovo e originale. Spesso lavoriamo “a quattro mani” con le amministrazioni locali: quest’anno, ad esempio, abbiamo realizzato un progetto sullo spreco alimentare a Brescia e uno sulle Olimpiadi a Milano. 

C’è un’iniziativa in particolare di cui il team va particolarmente fiero?

Il progetto nazionale ci dà grandi soddisfazioni per la sua risonanza: nel 2025 abbiamo coinvolto circa  130.000 persone tra docenti e studenti. Siamo poi orgogliosi del progetto di formazione in Campania, intriso di un forte valore sociale poiché aiuta concretamente le persone a trovare un lavoro e a realizzarsi  professionalmente sul territorio. 

Quest’ultimo progetto menzionato da Carolina Polzella prende il nome di Progetto per l’occupazione dei giovani del territorio campano ed è stato lanciato da A2A nel maggio 2025 in collaborazione con la  fondazione Generation Italy. Questa iniziativa è nata per contrastare la disoccupazione giovanile dei NEET, ovvero i giovani tra i 18 e i 39 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di  formazione, una categoria che in Italia è numerosa e che rappresenta un problema sociale ed economico. Tutto ciò in una zona simbolo del riscatto delle periferie: otto comuni dell’area Nord di  Napoli.

I percorsi formativi sono gratuiti e vertono su professioni richieste dal mercato e legate alla transizione ecologica, come installatori di pannelli fotovoltaici, esperti di digitalizzazione e addetti  alle vendite. Il cuore pulsante dell’iniziativa è l’Istituto Superiore “F. Morano” di Caivano che con il  supporto della preside Eugenia Carfora trasforma la scuola in un presidio sociale e occupazionale. 

Questo progetto è fonte di grande orgoglio perché incarna la visione di A2A come Life Company. Con oltre 530 ragazzi iscritti nella prima edizione, i selezionati hanno affrontato quasi 1.000 ore di  formazione; al termine dei corsi, molti partecipanti (circa il 40% per alcuni moduli) hanno trovato un impiego immediato. A2A non si limita dunque a fornire energia, ma “rigenera” il potenziale umano dei territori in cui opera, trasformando la formazione in un’opportunità reale di riscatto sociale.

Ed è così che la sostenibilità diviene motore di crescita sociale.

Matilde Spiga