IDEAS WORTH SPREADING – BURNOUT: UNA VIA D’USCITA

Viviamo in un mondo frenetico, con scadenze, task ed impegni da incastrare in un’agenda riempita a tal punto che le 24h della giornata sembrano non bastare mai. È una corsa contro il tempo e rimanere indietro è inaccettabile.

In questo contesto culturale il burnout è dietro l’angolo. È, infatti, una sindrome moderna caratterizzata da esaurimento fisico ed emotivo che affligge molti lavoratori e studenti in tutto il mondo. Definito per la prima volta nel 1974 dallo psicologo Freudenberger, il burnout è stato riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un fenomeno legato allo stress cronico.

Arianna Huffington, co-fondatrice del The Huffington Post, nel suo TED Talk sottolinea l’importanza del sonno nella prevenzione del burnout. Racconta come il suo personale collasso, dovuto all’eccessivo lavoro e alla mancanza di sonno, l’abbia spinta a rivalutare la sua vita e il suo approccio al lavoro. Il riposo non è un lusso, ma una necessità per mantenere alte prestazioni e benessere. Dormire adeguatamente aiuta a migliorare la produttività, la creatività e la capacità decisionale, riducendo il rischio di burnout. Questo consiglio è particolarmente rilevante in un mondo dove la cultura dell’iper produttività sacrifica il riposo per il lavoro incessante.

Le sorelle Emily e Amelia Nagoski, rispettivamente autrici e specialiste nella gestione dello stress, hanno tenuto un TED Talk in cui esplorano la scienza dello stress e come essa si collega al burnout. Secondo le Nagoski, il burnout non è causato solo dallo stress, ma dall’incapacità di chiuderne il ciclo. Questo ciclo, infatti, si potrebbe completare se il corpo percepisce che il pericolo o la minaccia sono stati superati. Se questo non avviene, lo stress si accumula, portando all’esaurimento. Le sorelle sottolineano l’importanza di pratiche come l’attività fisica, la connessione sociale ed il riposo per completare il ciclo dello stress, riducendo così le probabilità di burnout.

Rob Cooke, esperto in leadership e psicologia del lavoro, nel suo TED Talk affronta il problema dal punto di vista aziendale. Cooke sottolinea come le condizioni lavorative tossiche, la mancanza di autonomia, supporto e riconoscimento, siano le principali cause di burnout. Inoltre, affronta il problema delle aspettative irrealistiche e della pressione continua sui dipendenti, spesso derivanti da una cultura aziendale che premia il sovraccarico di lavoro. Cooke suggerisce che per prevenire il burnout è essenziale che i leader creino ambienti di lavoro sani, dove i dipendenti possano sentirsi apprezzati e avere un equilibrio tra vita lavorativa e personale.

Come rendere lo stress nostro amico nel quotidiano? Ne parla la psicologa Kelly McGonigal. Occorre interpretare i cambiamenti fisici provocati dallo stress, ad esempio – battito cardiaco più rapido, respiro affannato e sudorazione, non come sintomi di ansia o di incapacità nel gestire la pressione, ma come il nostro corpo che si sta energizzando e preparando alla sfida che gli presentiamo. Ciò è esattamente quello che fu detto ai partecipanti in uno studio condotto ad Harvard. Prima di affrontare il test di stress sociale ideato dai ricercatori, infatti, è stato insegnato ai partecipanti a considerare la loro reazione allo stress come utile. Il cuore che batte forte prepara all’azione ed il respiro veloce porta più ossigeno al cervello. Tali partecipanti erano meno ansiosi e più sicuri di sé, ma la scoperta più affascinante è stato il cambiamento nella loro reazione fisica allo stress. In una normale reazione il battito sale ed i vasi sanguinei si restringono. Questo è uno dei motivi per cui lo stress cronico viene talvolta associato a malattie cardiovascolari. Nella ricerca dove i partecipanti hanno appreso a vedere la loro reazione allo stress come utile, invece, il battito è accelerato, ma i vasi sanguinei sono rimasti rilassati, come accade in momenti di gioia e di coraggio. La scienza rivela dunque che il modo in cui vediamo lo stress ha importanza ed è la chiave per avere una via d’uscita dal burnout. 

Maria Chiara Sertori