Immaginatevi un obiettivo finale: vi sono due scale per raggiungerlo, una tradizionale, mentre l’altra è composta da gradini, posti tra loro ad una distanza che è irraggiungibile, se non arrampicandosi.
Ecco, questa potrebbe essere una buona metafora per spiegare il mondo del lavoro maschile e femminile. Purtroppo, la scelta su quale “scala” salire è già prestabilita a seconda del proprio genere. Nonostante la lotta per la parità sia oggetto di forte sensibilizzazione nel contesto contemporaneo, essa è un ideale non ancora raggiunto. Spesso, infatti, le donne sono tuttora costrette a confrontarsi con sfide specifiche: il superamento di stereotipi, l’equilibrio tra carriera e maternità ed il confronto con una cultura aziendale tradizionalmente dominata da uomini. Eppure, la complessità del mondo del lavoro contemporaneo sembra rendere imprescindibile uno shift al femminile.
Un esempio emblematico è fornito da Tracy Young nel suo TED Talk “How Vulnerability Makes You a Better Leader.” Young, co-fondatrice di una startup tecnologica, condivide come il suo ruolo l’abbia portata a riconsiderare la percezione della vulnerabilità. Spesso, soprattutto in ambienti altamente competitivi, ad esempio le startup tecnologiche, i CEO donna tentano di adottare il canone manageriale ‘tradizionale’ per la paura di non essere prese seriamente. Tuttavia, dopo aver vissuto esperienze personali significative come la maternità, Young ha capito che nascondere la sua femminilità e le sue emozioni non solo la limitava come persona, ma influenzava negativamente anche la sua leadership. Accettando la sua autenticità come forza ha saputo guidare il suo team con empatia, creando connessioni autentiche.
Pat Mitchell, giornalista e attivista, nel suo TED Talk “Dangerous Times Call for Dangerous Women,” invita le donne ad abbracciare il coraggio e a sfidare lo status quo. In tempi difficili, secondo Mitchell, è fondamentale che le donne diventino “pericolose”, Ciò non significa incutere timore, ma non aver paura di rompere il silenzio e far sentire la propria voce. Le donne hanno storicamente affrontato sfide enormi per ottenere pari diritti e il loro ruolo, nel plasmare il futuro, non può essere sottovalutato. Mitchell esorta dunque a non scendere a compromessi in termini di salari e opportunità professionali, non accettare meno, solo perché è stato sempre così, ma avere il coraggio di chiedere ciò che è giusto, sostenendosi a vicenda e muovendosi verso un futuro in cui ogni voce è rispettata.
Silvia Zanella – manager, public speaker e giornalista – esplora nel suo Ted Talk “Il futuro del lavoro è femmina” come le competenze tradizionalmente considerate “femminili” siano sempre più cruciali nel panorama lavorativo. L’empatia, la capacità di relazione, la collaborazione e l’ascolto guideranno il mondo del lavoro del futuro, aprendoci a un’epoca in cui il controllo e l’autorità non sono più sufficienti per affrontare le sfide globali. Zanella sottolinea come la gestione del tempo e dello spazio di lavoro si stia evolvendo, richiedendo un modello manageriale basato sulla fiducia e sull’empatia, piuttosto che sul micro-management. In questo contesto, le competenze femminili non solo sono valorizzate, bensì diventano essenziali per il successo.
Il TED Talk di Irene Mora, “For Women in Pursuit of Motherhood and a Career,” affronta una delle sfide più comuni per le donne: bilanciare carriera e maternità. Mora racconta come sua madre, CEO di una multinazionale farmaceutica, abbia dimostrato che è possibile perseguire una carriera ambiziosa senza sacrificare la famiglia. Crescere in un ambiente con ruoli genitoriali intercambiabili ha permesso a Mora di abbattere gli stereotipi di genere. Uno studio di Harvard, da lei citato, dimostra come i figli di madri lavoratrici sviluppino atteggiamenti più positivi verso il lavoro, indipendentemente dal genere, e come le figlie di madri lavoratrici tendano ad avere carriere più appaganti e relazioni più equilibrate. Questo evidenzia che il vero equilibrio tra vita lavorativa e familiare non dipende dall’adesione a modelli predefiniti, ma dalla capacità di essere se stessi e di trasmettere amore e impegno, anche attraverso la propria carriera.
