La gentilezza, spesso percepita come una virtù distante dalle dinamiche del mondo lavorativo, è oggi riconosciuta come una delle soft skill aziendali più ricercate.
I giovani talenti hanno iniziato a porre il benessere lavorativo al centro delle loro priorità, preferendolo a un aumento salariale o a una crescita professionale.
Questo emerge chiaramente dall’Indagine InfoJobs sulla gentilezza al lavoro, condotta nel dicembre del 2019. Un ambiente lavorativo che vuole essere competitivo e attrattivo per le nuove generazioni deve necessariamente valorizzare quelle soft skill, che troppo spesso vengono erroneamente messe in secondo piano a causa dell’incessante avanzamento tecnologico. In un contesto dove l’intelligenza artificiale viene utilizzata per automatizzare funzioni precedentemente umane, migliorando l’efficienza delle hard skill, qualità come l’intelligenza emotiva, l’empatia e la gentilezza rimangono irriproducibili e fondamentalmente umane, rappresentando le soft skill per eccellenza.
Le soft skill, tra cui la gentilezza, rappresentano competenze accessibili a tutti, in quanto fanno parte delle capacità naturali insite negli esseri umani. Queste possono fare una grande differenza all’interno di un team, in quanto migliorano la produttività e facilitano il raggiungimento di obiettivi comuni, contribuendo a creare un ambiente di lavoro sano e al contempo performante. Tali abilità sono considerate indispensabili per il lavoro del futuro, poiché vengono valorizzate non solo come virtù morali, ma come requisiti essenziali per il successo aziendale.
Un altro aspetto positivo della gentilezza è la sua capacità di essere “contagiosa”: le azioni gentili, infatti, stimolano comportamenti simili in altri, grazie alla produzione di serotonina e dopamina. Questi neurotrasmettitori contribuiscono a generare un senso di benessere e di serenità tra i membri di un team, favorendo il rilascio di endorfine.
Un leader efficace, che sa riconoscere e valorizzare il talento dei propri dipendenti, contribuisce significativamente all’aumento dell’autostima e al senso di appartenenza del gruppo. La ricerca dimostra che la gratitudine verso i dipendenti aumenta il loro senso di valore e di responsabilità, migliorando la produttività. Inoltre, è compito del leader gentile enfatizzare l’importanza della comunicazione e del supporto reciproco all’interno del team, promuovendo così la cultura della gentilezza nel contesto lavorativo.
La gentilezza può coesistere con una leadership forte e decisa, portando a risultati sorprendenti e alla creazione di ambienti di lavoro equilibrati e salutari. Essere gentili implica essere autentici, ascoltare attivamente e trattare gli altri con rispetto ed empatia. Queste qualità sono fondamentali per costruire relazioni solide, ispirare fiducia e motivare i membri del team a raggiungere successi straordinari.
Beatrice Tornatore
