COSTRUZIONE SEMANTICA DI CONTESTI DINAMICI NELLE RELAZIONI UMANE: LE METAFORE DEL DIGITALE

Da tempo la tecnologia porta con sé le sue metafore per una costruzione semantica e simbolica della realtà. Si creano nuovi modi di concepire la vita e le relazioni sociali nell’immaginario collettivo come parte più ampia della cultura.

L’immaginario sociale è rappresentato dall’insieme delle immagini simboliche diffuse come parte di un generale modo di intendersi. Se le metafore del mondo digitale riescono ad imporsi in tale immaginario collettivo, si verificano cambiamenti rilevanti.

La piattaforma è un esempio di metafora con una pluralità di significati, anche se oggi la conosciamo come un sistema digitale che permette la fruizioni di servizi del web 2.0 e la diffusione di contenuti UGC (come nel caso dei social networking sites). La piattaforma è un termine famoso. Essa è riuscita ad imporsi ed essere accettata nei discorsi mediatici come infrastruttura sociale pervasiva, che permette la progettazione e la programmazione, “un luogo” nel quale si parla e ci si fa ascoltare, come un’opportunità da cui partire, concepita dal punto di vista aperto ed egualitario, non elitario e non restrittivo tecnicamente e normativamente (Gillespie così definisce YouTube nel suo articolo The Politics of Platforms del 2010). La società si struttura sulle logiche delle piattaforme e così anche l’immaginario ne è influenzato. Diventa normale parlare di Platform Society (V. Dijk et al. 2018) e di Platfomization (Poell, Thomas & Nieborg, David. 2018) con riferimento al quel processo secondo cui le logiche delle piattaforme permeano tutti gli ambiti della vita sociale.

Anche il termine network in riferimento ai legami tra individui,  può essere visto come una metafora per sottolineare i cambiamenti relazionali tra pari avvenuti negli ultimi anni. Tale cambiamento si individua nel modo in cui noi significhiamo i nostri legami personali in termini di importanza. La metafora della rete e della connessione rapida si legge nei gruppi umani e nel tipo di rapporti che nascono: il legame saldo e duraturo di un tempo che caratterizzava la famiglia e i gruppi dispare; esso si scioglie in fluide reti di connessione e così avanza il networked individualism (B. Wellman, 2012). L’individuo-utente vive solo nei propri network dove i legami deboli prevalgono su quelli forti (Granovetter, 1998). La velocità e l’overload informativo ci porta a perdere attenzione e voglia di soffermarci su contenuti che richiedono sforzi cognitivi elevati, e così si predilige ciò che è effimero. Effimeri sono i contenuti come le stories di Instagram in termini di durata, esattamente come effimeri sono i legami tra utenti in rete. L’individualismo porta a concentrarsi sul proprio self e sulle soddisfazioni personali, cosa che persino si riflette sull’organizzazione della famiglia e sulla sua struttura.

Le metafore in quanto figure retoriche, permettono di esplorare nuove prospettive di significato e sono un efficace strumento cognitivo, capace di plasmare il pensiero, di ispirare la creatività e di fornire nuovi approcci nella percezione e comprensione del vivere quotidiano da prospettive inedite. Un esempio di altra metafora potrebbe essere il Cloud computing come forma di conservazione dei dati e della conoscenza. Le metafore fungono dunque da punto di partenza per la costruzione di contesti dinamici a livello semantico, agendo come ponti che collegano idee e concetti apparentemente distanti. Esse si immergono nella complessità del linguaggio per trasmettere concetti in maniera più evocativa ed emotiva.

Il segreto delle metafore è che la forza della creazione di analogie si manifesta nella sua interezza solo quando si è capaci di generare una disparità di rilievo.

Vanessa Lupi