IRENE FACHERIS: STORIA DI UNA FEMMINISTA NELL’ERA DIGITALE

Nel 2021 le donne si ritrovano incastrate in un costante purgatorio, divise tra ciò che vorrebbero essere e ciò che la società impone. In Italia, tra gennaio e marzo, si sono verificati ben 14 femminicidi e nelle televisioni generaliste imperversa una rappresentazione della figura femminile ormai rifiutata da tempo (come dimenticare il sexy tutorial per fare la spesa proposto da Detto fatto?). Chiari segnali di come sia necessario un cambio di mentalità e una maggiore consapevolezza in merito alla parità di genere. Irene Facheris, formatrice e divulgatrice, utilizza i social per rispondere ad un semplice quesito: perché dovremmo diventare tutti femministi?

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INTERVISTA A MARCO PINNA – EVENTO COMMUNITY MANAGER

1. LA TUA GIORNATA TIPO

La sveglia suona alle 8:00 e dopo aver affrontato il traffico di Milano raggiungo il Quartier Generale di ScuolaZoo dove fino alle 9.05 trovo la colazione pronta per me e per i miei colleghi (chi ha un ufficio che tutte le mattine offre la colazione a tutti i suoi collaboratori?) . L’ufficio mette a disposizione anche i giornali, una letta veloce per essere aggiornati sugli ultimi fatti di cronaca e si comincia con la prima riunione.

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TRA BOOKSTAGRAM E BOOKTUBE: INTERVISTA A JULIE DEMAR

Youtube con 73 mila iscritti, Facebook Facebook con 3.3 k di like e Instagram con 33,6 k di followers. Sono i numeri di Giulia De Martini, in arte Julie Demar: una 25enne genovese, trasferitasi da poco a Milano. E’ appassionata di design, arte, moda, ma soprattutto letteratura. Si occupa di tutti questi argomenti sui suoi canali social.

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DA WEBSTAR A POPSTAR: INTERVISTA A BOUCHRA DIBE

3 dicembre 2016, Blasteem Factory, Milano: il ricordo dei Web Show Awards 2016 è ancora nitido e le webstar, premiate e non, non si sono ancora lasciate alle spalle questa fantastica esperienza, nonostante continuino ad impegnarsi con costanza nei loro progetti. In occasione della serata dedicata alle celebrities della rete, abbiamo avuto il piacere di incontrare una giovane promessa della musica, nata e scoperta proprio sul web: Bouchra Dibe, meglio conosciuta dal pubblico italiano come Buscera.

Classe 1994, marocchina ma livornese d’adozione, Bouchra è una ragazza dalle molteplici anime e sfaccettature, che riesce ad esprimere al meglio proprio grazie al canto e alla musica. Spinta da una grande passione, all’età di 15 anni ha pubblicato la sua prima cover su YouTube ed è proprio da qui che è cominciato tutto: grazie ai suoi video ha riscosso un grande successo, riuscendo a crearsi un proprio spazio sul web e una solida fanbase. L’ultimo periodo però, è stato davvero ricco ed entusiasmante per la giovane webstar, che ha ottenuto un contratto discografico con Universal Music Italia  dopo l’incontro con l’autore e produttore Francesco De Benedittis, che ha deciso di scommettere su di lei.

Ancora un po’ timida, ma sempre col sorriso sulle labbra, Bouchra ha rilasciato un’intervista a noi di CIMO subito dopo aver cantato il suo primo singolo Blanc Ou Noir sul palco dei WSA 2016, raccontandoci come ha vissuto il passaggio dal mondo musicale virtuale a quello reale, della discografia, che implica sforzi continui e grande impegno, ma non solo…

0g5a2496-e1473455998429Com’è stato il passaggio dal mondo del web al mondo della discografia?

All’inizio è stato abbastanza traumatizzante, non lo nego. Passare dal cantare in camera tua, da sola e senza nessuno che ti giudica, al cantare in studio di registrazione con professionisti che ti ascoltano, ti osservano e, giustamente, ti criticano in maniera costruttiva per farti crescere e migliorare non è stato facile, soprattutto all’inizio. Pian piano però ho imparato a gestire la mia ansia iniziale e adesso, quando vado in studio di registrazione, sono serena e soprattutto mi diverto, che è la cosa più importante. Inizialmente l’ansia mi frenava un po’, quindi anche se il divertimento c’era non riuscivo a godere appieno di quell’esperienza, mentre ora ho trovato il mio equilibrio e sono davvero contenta.

In questo periodo sei alle prese con i tuoi primi “live”: come stai vivendo il fatto di cantare di fronte ad un pubblico fisico e non più virtuale?

Cantare live è sicuramente una grande emozione e soprattutto permette di prendere consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si fa. Grazie alle mie prime esibizioni di fronte ad un pubblico in carne ed ossa ho capito che le persone mi apprezzano davvero per quello che faccio e che le mie paure spesso sono inutili. È fondamentale impegnarsi e fare del proprio meglio, ma bisogna anche buttarsi e lasciarsi andare, superando la timidezza e facendo sì che la passione prenda il sopravvento e che vinca sopra ogni cosa. In ogni caso sono le prime volte che mi esibisco e devo ancora maturare sotto questo punto di vista, ma ci sto lavorando.

Il tuo primo singolo Blanc ou Noir è in francese: non hai mai avuto paura di comunicare in una lingua poco conosciuta dal pubblico?

Ho temuto molto questo inizialmente, ma allo stesso tempo sentivo molto il brano e il testo, in cui mi rispecchio tantissimo. Io sono marocchina e il francese è la mia seconda lingua, quindi ho preferito riprendere le mie origini per trasmetterle al pubblico, mettendo da parte la paura di non riuscire a farmi capire e facendomi guidare dal cuore. Ho scelto di partire con un brano in francese però, anche perché vorrei trasmettere un messaggio a cui tengo tantissimo e che per me è fondamentale, ovvero che siamo tutti uguali, indipendentemente dalle nostre origini e dalla nostra provenienza. Nel mio album passerò dal francese all’arabo, che è la mia prima lingua e che i miei genitori hanno sempre parlato in casa, fino ad arrivare all’inglese, lingua internazionale e, infine, all’italiano. Sono contenta e soddisfatta di queste scelte e quello che voglio trasmettere con il mio primo lavoro, che poi è anche il mio motto, è “sii te stesso, vai, buttati e spara!”

Hai realizzato il tuo sogno più grande grazie al contratto discografico con Universal MusicOra però qual è la prossima tappa? Cosa sogni?

Vorrei rimanere così, caratterialmente parlando. Vorrei non perdere certe mie caratteristiche naturali che mia madre mi ha trasmesso e rimanere quello che sono oggi.

Risposta inaspettata, segno di grande umiltà per una ragazza di soli 22 anni che sta muovendo i primi passi nel mondo della musica e che ha già ottenuto un successo più che notevole sul web, dove spesso sembra tutto facile, ma in realtà non è proprio così.

buscera

Quali sono i pro e i contro di diventare popolari sul web? Pensi che questo comporti limiti o pregiudizi?

Non credo ci siano dei veri e propri limiti o pregiudizi. Ciò che rende il web un’arma a doppio taglio è il fatto di essere completamente libero: le notizie e le voci girano con estrema facilità ed è semplicissimo rendere pubbliche informazioni anche false sul conto di qualcuno. Questo perché l’invidia e l’odio spopolano, soprattutto in rete. Ma cosa c’è di meglio dell’ignorare? L’indifferenza è la giusta risposta a tutto ciò che accade in questi termini. Inizialmente forse vivevo male le critiche o le offese, ma ora ho imparato a non dar peso a tutto questo prendendo in considerazione solo commenti positivi e critiche costruttive, che sono sempre ben accette.

Ma qual è il social preferito di Bouchra? Senza dubbio Instagram, perché permette di comunicare in maniera immediata ed efficace tramite foto e mini-video. Ciò che la ragazza apprezza maggiormente è sicuramente la natura comunicativa di questo social, che le ha dato la possibilità di esprimersi sempre al meglio e, talvolta, di pubblicare estratti delle sue cover per arrivare al suo pubblico in un formato diverso.

Siamo davvero sicuri però, che una ragazza appena ventenne non abbia altri sogni a livello professionale? A fine intervista ci confessa che le piacerebbe tanto avere un pubblico tutto suo, pronto ad ascoltarla e ad essere presente solo per lei, in dei concerti completamente suoi… E noi, aspettando il nuovo singolo in uscita a gennaio, glielo auguriamo: in bocca al lupo Buscera!

Lisa Santillo

Intervista semi-seria a Maccio Capatonda, giudice ai Web Show Awards

Attore e regista sui generis, Marcello Macchia, in arte Maccio Capatonda, rappresenta probabilmente uno dei migliori frutti che la comicità italiana abbia prodotto negli ultimi vent’anni. Abruzzese di nascita (il legame con la sua terra è spesso presente nei suoi numerosi personaggi), a 23 anni Maccio ha abbandonato la silenziosa e monotona Chieti per cercare fortuna nella più movimentata Milano, dove il suo stile inconfondibile, caratterizzato da demenzialità, giochi di parole ma anche parodie e satira sociale, è pian piano maturato. Continua a leggere

CIMO A TU PER TU CON MATT&BISE: I CREATOR DEL WEB SI RACCONTANO

“WEBST@RS: Nati in un Tubo” è il talk show interattivo svoltosi il 13 novembre presso il Foro Boario di Lucca, all’interno di Artarchia Festival, a cui hanno preso parte due delle star del web più in voga del momento: Matt&Bise, Edoardo Mecca e Angelica Massera, che hanno abbandonato per un pomeriggio i loro “piccoli schermi” per parlare di sé e incontrare i fan durante la manifestazione, prima della quale si sono raccontati alle pagine virtuali di CIMOInfo.  Continua a leggere