BEBE VIO: LO SPORT COME FORMA DI RESILIENZA ED INCLUSIVITÀ

“Se sembra impossibile, allora si può fare”. È questo il motto della famosa atleta paraolimpica Beatrice Vio, meglio nota come Bebe Vio.

Forte, determinata e audace sono alcuni degli aggettivi che descrivono la schermitrice italiana, campionessa mondiale ed europea di fioretto individuale paralimpico. Nonostante la terribile meningite che la colpisce all’età di undici anni, costringendola all’amputazione di avambracci e gambe, Bebe non si abbatte e continua a praticare la scherma, sport che la aveva appassionata fin dall’età di cinque anni. Oltre che portare in alto l’orgoglio sportivo italiano, l’atleta è molto attiva sui social network, dove conta 1.6 milioni di followers. Bebe parla di sport e inclusione, cercando di trasmettere messaggi di forza, speranza e resilienza. Innegabile che la sua forza d’animo sia d’ispirazione per molte persone.

L’atleta si rivolge ad un pubblico ampio, sia di persone disabili che non. Il tone of voice utilizzato da Bebe è divertente e ironico. È solita a condividere estratti della sua quotidianità, dove si mostra per quello che è, energica e sorridente, senza usare filtri o ritocchi. In molte foto e video appare struccata, al naturale. Non ha problemi nel mostrarsi senza protesi, anzi, è la prima ad ironizzare su sé stessa e sulla propria disabilità. L’atleta ci tiene a ricordare al suo pubblico che “la vita è una figata” anche per una persona disabile. Bebe vuole infatti dimostrare che la vita di un disabile può essere felice e spensierata come quella delle altre persone e che, nonostante la disabilità, è possibile svolgere qualsiasi attività perché “niente è impossibile”. Infatti, come lei stessa ripete spesso, “i propri punti deboli possono diventare i propri punti di forza” e bisogna riconoscere, accettare e andare fieri delle proprie imperfezioni.

Ci tiene inoltre a sottolineare come lo sport non sia solo fonte di benessere fisico, ma soprattutto di benessere mentale e luogo dove si possono trovare le forze per superare gli ostacoli, associando lo sport al concetto di resilienza, come recentemente ribadito in un video realizzato per L’Oréal Paris. Bebe parla inoltre di sport come mezzo di inclusione, perché quando si fa sport “si fa tutti parte della stessa squadra”, come sottolinea nel video Instagram dove parla del suo grande progetto, la Bebe Vio Accademy, con la presenza di una collaborazione con Nike, brand che da sempre promuove l’inclusività.

La sua energia e il suo spirito resiliente non sono passati inosservati e la campionessa è diventata il volto di numerose campagne. Prima fra tutte quella contro la meningite nel 2016, dove Bebe fu fotografata, senza vestiti e senza protesi, assieme ad una bambina. Un’immagine sicuramente d’impatto che mirava a risvegliare la coscienza dei genitori di tutta Italia, spingendoli a vaccinare i propri bambini, in modo che non fossero costretti ad affrontare ciò che successe a Bebe.

Dal 2017 Bebe diventa poi il volto di Sorgenia, azienda che opera nel campo dell’energia, promotrice della sostenibilità ambientale e attiva in diverse iniziative di carattere sociale. Sorgenia dichiara di aver scelto Bebe come testimonial in quanto riconosce in lei un modello positivo, con una forte carica di entusiasmo, portatrice di valori che sposano le politiche dell’azienda. Ci sono dei tratti comuni nelle personalità di Sorgenia e di Bebe, che emergono nel nuovo spot realizzato dall’azienda per la sua campagna di comunicazione dove Bebe, in piedi sul tetto di un grattacielo, invita a guardare lontano, per poter rendere il mondo un posto migliore.

Bebe guarda lontano nel mondo dello sport, sogna un futuro dello sport inclusivo, che non lasci indietro nessuno, Sorgenia guarda lontano nel settore dell’energia pulita e nel rispetto dell’ambiente. Possiamo dire che Bebe sia diventata anche ambasciatrice della sostenibilità.

Elisa Rizzoli