LA TRUFFA DEL VENTUNESIMO SECOLO: LA FALSIFICAZIONE DEI GREEN PASS

Il Green Pass è uno strumento sicuro? A quanto pare non proprio, dato che qualcuno è riuscito a capire il meccanismo alla base della sua generazione. 

Ma innanzitutto cos’è il certificato verde? In seguito allo scoppio della pandemia COVID-19, la Commissione Europea ha proposto l’adozione di questo strumento al fine di contrastare una maggiore diffusione del virus. Precisamente, il sito ufficiale del governo lo definisce “una certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla Piattaforma nazionale del Ministero della Salute, che contiene un QR code per verificarne l’autenticità”. Si tratta quindi di uno strumento valido in qualunque Paese dell’UE e, inoltre, completamente gratuito per tutti. La certificazione attesta, dunque, l’avvenuta vaccinazione anti COVID-19, l’esito negativo al test antigenico rapido nelle ultime 48 ore così come al test molecolare nelle ultime 72 ore oppure la guarigione dell’individuo in questione negli ultimi sei mesi. 

In Italia, così come negli altri Stati europei, la certificazione verde è entrata in vigore a partire dal luglio 2021 – ottimo tempismo per la ripresa del turismo! – e ha una durata prevista di un anno. Inoltre, nel nostro Paese, il Green Pass viene emesso in seguito sia alla prima dose di vaccino sia al completamento del ciclo vaccinale. Dal 15 ottobre, poi, è stato introdotto l’obbligo di possedere la certificazione anche per recarsi sul proprio luogo di lavoro: decisione che ha generato numerose discussioni e che ha portato con sé parecchie polemiche. 

Ma non è finita qui: un paio di settimane fa pare che qualcuno abbia hackerato il sistema di generazione di Green Pass e che pertanto sia stato in grado di creare codici QR code apparentemente autentici. Come spiegato dettagliatamente da Salvatore Aranzulla, la loro validità sta nel fatto che puntando la fotocamera e attendendo qualche secondo, l’immagine sarà decifrata e il testo contenuto al suo interno comparirà sul dispositivo utilizzato. Sono trapelati dunque diversi codici a barre bidimensionali collegati a nomi di uomini storici famosi o di personaggi dei cartoni animati: tra gli esempi più esplicativi e che hanno fatto più scalpore vi sono sicuramente quello di Adolf HitlerTopolinoSpongebob, o anche Emmanuel Macron

La notizia dei Green Pass falsi è stata divulgata il 27 ottobre e ha generato un panico generale, al quale l’UE ha cercato subito di trovare una soluzione, intervenendo prontamente alla loro disattivazione. Ma la domanda che sorge spontanea è: come è potuto accadere? In realtà la realizzazione di questi codici non è così complessa come si potrebbe pensare poiché non sono necessarie competenze informatiche avanzate. Il problema principale, però, è che alcune persone si sono ritrovate con il loro personale QR code non più valido. 

Questa vicenda ha messo in luce come la sicurezza informatica sia un aspetto di fondamentale importanza e come le istituzioni non debbano trascurarlo. Resta quindi da domandarsi se anche le future certificazioni che verranno rilasciate dopo la terza dose saranno in pericolo. Per adesso non c’è una risposta certa e pertanto non possiamo fare altro che aspettare e osservare quali misure saranno messe in atto da chi di dovere. 

Rebecca Corcelli