INQUINAMENTO IT: LE EMISSIONI CHE NON TI ASPETTI

Un recente studio rilasciato dalla compagnia elettronica inglese OVO ha dimostrato che gli inglesi mandano più di 64 milioni di mail non necessarie al giorno. Se ognuno mandasse una mail in meno si potrebbero ridurre di 16,433 tonnellate le emissioni di CO2 all’anno, pari a 81,152 voli da Londra a Madrid, o alla rimozione dalla circolazione di 3,334 automobili diesel.

Più precisamente si stima che in media una mail spam produca 0,3 grammidi CO2e (equivalente dell’anidride carbonica), una mail normale 4 grammied una con allegati fino50 grammi.

I dati sono stati ulteriormente confermati da Mike Berners-Lee, professore del dipartimento di scienze ambientali alla Lancaster University, co-autore di papers sugli impatti climatici dell’ICT, nonché fratello di Tim Burners-Lee, fondatore del World Wide Web.

Ma com’è possibile inquinare mandando una mail?

Per capire l’origine dell’impatto climatico del digitale è necessario spezzettare l’uso che facciamo dei server.

Innanzitutto, per mandare la mail avremo bisogno di un hardware, ovvero il computer o device che per funzionare necessiterà di energia. Quindi, perché la mail possa essere spedita e ricevuta dal destinatario dovremo essere collegati ad internet e, sia che si usi l’ethernet, che il wi-fi (e di conseguenza un router), saremo attaccati a cavi o fibreche ci consentono di avere il collegamento alla rete.

Seguendo i cavi nel loro percorso sottoterra e sulla superficie raggiungeremo le compagnie di telecomunicazione che per funzionare sono collegate ad uno o più data center.

Una volta premuto invio, la mail che avremo scritto potrebbe finire in dei sistemi Cloud (o in depositories) che, contrariamente al nome, sono saldi al terreno e producono molto calore (motivo per cui sono spesso collocati fuori dalle città). Anche questi depository, e i data centers sopracitati, usano energia, tanta energia.

Tutto questo si somma ai nostri normali fabbisogni energetici che, di conseguenza, provocano un costante aumento della domanda di energia elettrica che per essere soddisfatta e prodotta rilascia tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera. Sebbene non sia percettibile visivamente, come i gas di scarico delle auto, la quantità di CO2 associate alla tecnologia e alle tech industries è enorme e, in particolare nell’ultimo anno, in aumento.

Indubbiamente come suggerisce Chris Preist, professore di sostenibilità dei sistemi digitali presso l’Università di Bristol,i computer, i router, e i network continuerebbero ad andare, indifferentemente dalla quantità di mail mandate. Inoltre, Berners Lee stesso ammette che un incremento di efficienza nello scrivere solo mail necessarie sia equivalente ad una goccia in un oceano, trovandoci in un contesto in cui l’impronta di CO2e generata dai nostri consumi IT sta aumentando esponenzialmente dal nostro uso sempre maggiore di computer e di internet.

Le mail sono quindi solo una parte dell’equazione dal momento che numerosi studi stanno dimostrando che molto dell’inquinamento IT è generato da servizi di streaming video e ludici, dalle clouds e dai sistemi di archiviazione online.

Sebbene molte tech industries come Apple o Google si presentino come carbon-neutral, il modo in cui raggiungono questo obiettivo non è nell’effettiva riduzione delle loro emissioni quanto nella compensazione economica per quelle già generate.

Quindi, quale può essere la soluzione?

Le soluzioni facilmente implementabili nella nostra quotidianità potrebbero non avere un effetto sul breve periodo ma alcune possibili best practices che possiamo assumere per esser più sostenibili potrebbero comprendere:

  1. Ridurre la dimensione delle mail, comprimendo possibili allegati, immagini ed evitando elementi HTML
  2. Ripulire frequentemente la propria mailing list e le eventuali iscrizioni a newsletters che non si legge
  3. Controllare le mail che si manda in modo da non dover spedire errata corrige
  4. Collegare file e informazioni tramite link invece che come allegato
  5. Ridurre l’acquisto e l’uso di elettrodomestici inutili o che si sa che si userà poco
  6. Staccare la spina del carica batterie, sia esso del computer, del telefono o dello spazzolino elettrico quando non è necessario caricare o non è in uso.

È fondamentale prendere provvedimenti per ridurre la nostra impronta di CO2 e per farlo è necessario istruirci diventando il più possibile carbon litterate, ovvero costruendoci la nostra consapevolezza sulla carbon footprint delle nostre attività quotidiane sviluppando abilità e motivazione a ridurre le emissioni prima su base individuale e successivamente comunitaria.

Eugenia M. Montresor