SOCIAL MEDIA X KIDS: LE NUOVE PIATTAFORME A MISURA DI BAMBINO

La continua crescita dei social media porta anche i più piccoli a volerli utilizzare, non rendendosi conto dei pericoli che si celano al loro interno. Ecco perché alcune tra le più grandi aziende di servizi di rete sociale si sono mosse nella direzione di creare delle piattaforme sicure, interamente dedicate ai bambini.

Secondo uno studio della BBC – British Broadcasting Corporation – più dei tre quarti dei bambini tra i 10 e 12 anni usa almeno una piattaforma di social media. Un numero sicuramente troppo elevato, data la poca sicurezza in un mondo virtuale pieno di minacce e pericoli. Per questo motivo alcune tra le più grandi piattaforme di social media si sono attivate per creare degli spazi alternativi, fatti su misura per i più piccoli. L’idea è quella di un’esperienza controllata dai genitori, che allo stesso tempo consenta ai bambini di interagire con i propri amici e di fruire di contenuti di intrattenimento.  

L’ultima novità in questo campo è Instagram Kids. Facebook, azienda proprietaria di Instagram, ha recentemente annunciato il lavoro che sta compiendo nel progettare un’applicazione a cui anche i bambini inferiori ai 13 anni possano accedere. Un problema della piattaforma, infatti, è che spesso i bambini si iscrivono inserendo una data di nascita falsa. Nonostante Instagram abbia cercato di implementare delle soluzioni affinché i più piccoli non potessero usare questo stratagemma, la questione non è mai stata risolta. Da qui l’idea di dar vita ad un’applicazione distinta, interamente dedicata a loro. Ma cosa distingue tale piattaforma dal classico Instagram? Oltre alla supervisione degli adulti, all’interno di essa non sarà presente la pubblicità e non ci potrà essere alcun tipo di interazione tra gli utenti di Instagram e quelli di Instagram Kids.

Questo progetto non ha nulla di nuovo: le piattaforme per i più piccoli, infatti, esistono già da qualche anno. Una di queste è Messenger Kids, l’app di messaggistica istantanea legata a Facebook nata nel 2017, specificatamente pensata per bambini tra i 6 e i 12 anni. Per accedere non è necessaria l’iscrizione dei bambini al social network di Zuckerberg, ma l’account sarà collegato a quello di un genitore, il quale dovrà approvare ogni chat che il figlio vuole iniziare.

Nel 2018 è stato lanciato YouTube Kids, dedicato a un pubblico fra i 3 e gli 8 anni, in cui sono presenti gli stessi video già disponibili sull’applicazione standard, ma filtrati, così da garantire una visione protetta. I genitori possono impostare un limite di tempo di utilizzo, raggiunto il quale la piattaforma si chiude senza possibilità di riaccedere nell’immediato.

Ancora, c’è Spotify Kids, nata nel 2019 e ad oggi presente solo in Irlanda. Si tratta di un’applicazione per lo streaming musicale che, a differenza di quella classica, non ha pubblicità e i contenuti sono controllati e scelti appositamente per i più piccoli. La grafica della piattaforma è disegnata in modo giocoso, e all’interno i bambini possono ascoltare canzoni e storie: molti contenuti vengono direttamente da Nickelodeon, Disney e Discovery Kids.

La priorità di queste applicazioni è solo una: garantire la sicurezza dei bambini applicando un controllo da parte degli adulti. Allo stesso tempo, i più piccoli potranno godere di uno spazio di interazione e di fruizione di contenuti pensati ad hoc. La domanda che sorge spontanea è: queste piattaforme funzionano davvero? I numeri degli iscritti sembrano dire di sì, e la cifra – già elevata – è in continua crescita.


Claudia Campanale