UNDONE: IL VIAGGIO DELL’ACCETTAZIONE (DEL SÉ)

Alma ha ventotto anni e vive in Texas. Ogni giorno si sveglia nello stesso letto, accanto alla stessa persona, si veste, fa colazione, si lava e va al lavoro facendo lo stesso tragitto. Ogni giorno è la stessa solfa. Undone è la serie tv animata che la vede come protagonista.

Armata di cinismo e misantropia, Alma (Rosa Salazar) tenta costantemente di difendersi dal mondo e dai suoi copioni prestabiliti, ma è complicato farlo da soli. I punti di svolta della sua esistenza sono due incidenti stradali: il suo, con il quale si apre la serie Undone, e quello avvenuto vent’anni prima in cui suo padre morì, lasciando tante domande sulla sua vita (e morte) e tanta solitudine nella sua famiglia. Oppressa da un fidanzato che non si mette mai in discussione e che non lotta mai per i suoi ideali, da una madre dura, tradizionalista ed esigente, da una sorella minore poco realista, Alma non si sente compresa e teme il suo passato e la sua “mente guasta”. Nipote di una donna schizofrenica, ha infatti paura di una ripercussione genetica sulla sua mente e sul suo modo di relazionarsi: per questo motivo è determinata a lasciarsi naufragare nella solitudine, da lei sperimentata sin dai tre anni, quando in seguito ad una malattia perse l’udito e con esso la possibilità di essere sempre connessa al mondo. Questo, infatti, la isola, la emargina e la rende incapace di comunicare, situazione che lei ricrea a suo piacimento rimuovendo l’apparecchio acustico. In seguito al suo incidente, la sua mente guasta effettivamente si attiva: Alma vede suo padre Jacob (Bob Odenkirk di Better Call Saul) che ha bisogno di lei per far luce sulla sua morte, causata secondo lui non da un semplice incidente automobilistico, ma da un omicidio avvenuto a causa degli studi e degli esperimenti che stava conducendo. 

Alma rappresenta le persone estremamente sensibili ed empatiche che in un mondo caotico e frenetico come quello occidentale non riescono ad essere accettate e non riescono a sopportare l’eccesso di emozioni e sentimenti che provano. La malattia mentale di Alma, infatti, secondo alcuni studi condotti dal padre, può essere capita e anche valorizzata in un mondo come quello delle tribù indigene latino-americane tramite una figura venerata da queste: gli sciamani. In un percorso mistico e fantastico, Alma scopre e sperimenta la non-linearità della sua mente e, di conseguenza, della sua vita. In un susseguirsi di viaggi temporali, sotto la guida del padre, Alma scoprirà l’importanza dell’accettazione di sé, dei propri difetti, della debolezza e, soprattutto, dell’aiuto esterno. Come lei ha bisogno degli altri, gli altri hanno bisogno di lei (e anche della sua mente guasta).

A rendere unico questo racconto è la particolare fotografia della serie grazie all’utilizzo della tecnica d’animazione al rotoscopio: dopo la ripresa degli attori in carne ed ossa, infatti, le loro immagini vengono ricalcate con tecniche artistiche, trasformandoli in cartoni animati estremamente realistici e rendendoli dei disegni particolarmente comunicativi. Tramite le loro espressioni, i loro movimenti e i loro sguardi, la tecnica fa emergere questo costante alternarsi tra surreale e reale, sottolineando come la schizofrenia apre mondi che vanno ben oltre il nostro.

Dagli autori del pluripremiato BoJack Horseman, Kate Purdy e Raphael Bob-Waksberg, un viaggio di 8 episodi da 20 minuti circa distribuito nel 2019 da Prime Video che vedrà una seconda stagione.

Fatevi condurre da Undone al di fuori della vostra mente!

Silvia Resteghini