TRASH-ED: QUANDO RICICLARE DIVENTA UN’ARTE

Appare evidente che il problema dello smaltimento dei rifiuti sia uno dei temi più caldi del nostro secolo.

Secondo i dati raccolti da ANSA nel 2019, sul nostro pianeta meno di un terzo dei materiali impiegati viene riutilizzato dopo un anno dal suo primo impiego, un quarto viene disperso nell’ambiente, un terzo viene smaltito adeguatamente e solo l’8,6% viene riciclato.

A tal proposito, stanno nascendo sempre più iniziative di sensibilizzazione al riciclo che promuovono il rispetto dell’ambiente e l’impiego di misure di sostenibilità.

Spesso capita che questi progetti vadano ad intrecciarsi con altre forme di espressione culturale e, perché no, artistica. Uno di questi progetti è TRASHed (acronimo di “TRASH EDucation”), definito come programma di “riciclo interattivo” frutto dell’incontro tra arte e sostenibilità, ideato da Global Inheritance, organizzazione no-profit che promuove lo sviluppo di esperienze creative che sensibilizzano gli individui in merito alle questioni ambientali e sociali, portandole all’interno dei più conosciuti e popolati festival del mondo, tra i quali compaiono il Coachella Music & Arts Festival e gli X Games.

TrashED incoraggia gli artisti a trasformare i bidoni dell’immondizia in opere d’arte, in modo da attirare l’attenzione delle persone di tutto il mondo sull’importanza e sulla bellezza, interiore ed esteriore, della pratica del riciclo.

La prima edizione del progetto vede la luce nel 2004 al festival di Coachella, durante il quale 1000 artisti hanno contribuito alla decorazione di 2.500 bidoni della raccolta differenziata, che sono stati poi acquistati da gallerie d’arte e sono comparsi in altri eventi, per poi essere infine donati a molte scuole e strutture pubbliche degli Stati Uniti.

Nel 2013 il progetto è approdato anche in Italia, per la precisione al Kappa Futur Festival di Torino, uno dei festival di musica elettronica più seguiti in Italia e In Europa.

A questa iniziativa artistica hanno fatto seguito molte altre proposte, come i “Recycling Stores” – punti di raccolta dei rifiuti dove, per ogni materiale smaltito, si guadagna un punto, valido per l’acquisto di items o per vivere nuove esperienze all’interno dello spazio del festival.

Questi progetti hanno registrato un impatto non indifferente: si è stimato che abbiano raggiunto più di 30 milioni di persone all’interno di 210 festival in tutto il mondo e che siano stati raccolti più di 12,2 milioni di rifiuti riciclabili.

Matilde Bottazzoli