Un’anima avida: Il Petroliere.

Esiste un limite al desiderio di soldi e potere da parte delle persone? È questo il quesito che si pone Paul Thomas Anderson, sceneggiatore e regista del suo film capolavoro: Il Petroliere. Prodotto da Paramount Vintage, il film è ispirato dal romanzo Petrolio! di Upton Sinclar.

Daniel Plainview: avidità fatta persona

Il film narra la storia del minatore d’argento Daniel Plainview (Daniel Day Lewis) che durante degli scavi in una sua miniera scopre l’oro nero. Emerge fin da subito la caratterizzazione di questo anti-eroe e il suo fatal flaw: l’avidità. Nella suggestiva scena d’apertura del film vediamo Daniel infortunarsi mentre compie degli scavi tutto da solo e rompersi una gamba senza che nessuno possa venirne a conoscenza e correre in suo aiuto. Una gamba rotta non può fermare la sua fame di denaro ed ecco che silenzioso ed operativo riesce a riemergere dal baratro in cui lui stesso si è cacciato e pazientemente striscia fino alla città più vicina per poi ritornare in un secondo momento ad estrarre il bene prezioso che ha trovato con tanta fatica e sofferenza che darà inizio alla sua carriera professionale.

Una vita spesa nel petrolio

Dopo questa sua scoperta Daniel dedica la sua vita nella compagnia di estrazione di petrolio che lui stesso ha fondato. Quando negozia le trattative di affari per acquistare terreni emerge il suo grande uso nella dialettica, mezzo che gli ha consentito di espandersi sempre di più fino ad avere il monopolio del petrolio. Questa sua abilità lo rende estremamente pericoloso ed imprevedibile agli occhi dei civili e dei suoi concorrenti. La situazione cambia quando si trova di fronte un altrettanto abile predicatore: Eli Sunday (Paul Dano). Al contrario di Daniel, Eli sfrutta la sua abilità oratoria per acquisire il favore degli abitanti di Little Boston tramite le prediche che effettua nel suo habitat naturale: la chiesa. Entrambi aspirano ad avere il maggior successo possibile nel proprio ambito ma questo li porterà inevitabilmente a scontrarsi fino ad arrivare ad un finale tragico, come è profetizzato dal titolo originale del film: Scorrerà il sangue (There Will Be Blood).

Un cuore privo di amore

Le vicende che affronta Daniel sono dovute dalla sua apatia e al suo odio che cova nei confronti delle persone. Sotto questo punto di vista Daniel Plainview è la personificazione cinematografica migliore del concetto nietzschiano di Volontà di Potenza: una forza dionisiaca pronta a sacrificare ogni cosa di buono (l’apollineo) per un preciso scopo, senza freni etici o morali. Daniel arriva persino a ripudiare suo figlio quando quest’ultimo gli comunica che vuole mettersi in proprio fondando la sua compagnia di estrazione.
Daniel lo insulterà rivelandogli una scomoda verità circa la sua nascita che il giovane HW (Russel Harvard) ha ignorato per tutta la sua vita.

Il Petroliere è un film avvincente e crudo proprio come il protagonista della storia. La scenografia scarna e la fotografia oscura (rispettivamente Jack Fist e Robert Elswitt) rappresentano visivamente l’animo di Daniel.
Un’anima avida.

Sonia Segreto