CHE LA CARROZZA NON TORNI AD ESSERE UNA ZUCCA

Sul tema “La cultura batte il tempo” saranno oltre quattrocento gli eventi che nel corso del 2020 racconteranno della storia e della cultura di Parma, perla dell’Emilia. In occasione dell’inaugurazione dell’anno di Parma, Capitale italiana della Cultura ho avuto l’opportunità e il privilegio di porre alcune domande al Direttore Generale del Teatro Regio, la dottoressa Anna Maria Meo.

Secondo lei, quanto è importante il tema di Parma2020 “la cultura batte il tempo”?

Il tema è sempre importante, è il perno attraverso il quale ruota e si sviluppa un progetto e assolve diverse funzioni: deve essere evocativo, significativo e deve lasciare una parte di non detto. Il progetto, inoltre, vince se è strutturato in tutte le sue componenti, il Ministero ha valutato significativo il rapporto che si vede evidente tra il pubblico ed il privato, tutta la città è stata ritenuta credibile in termini di effettiva capacità di realizzarlo. Citando l’assessore alla cultura il Dottor Michele Guerra “la sfida più grande di eventi come questi è quella di far sì che al 31 dicembre a mezzanotte la carrozza non torni ad essere una zucca“, è importante l’anno, le manifestazioni e gli eventi, ma ancora più significativo è quello che accadrà dopo.

Secondo lei, che ruolo svolge oggi il Teatro Regio nella cultura della nostra città?

Il Teatro Regio è indubbiamente l’istituzione principale di questa piccola città, di provincia. La provincia italiana è ricca, soprattutto in alcune parti del paese rispetto ad altre, custodisce valori e il numero e la qualità delle istituzioni culturali che ne impreziosiscono il tessuto sociale, culturale e urbano esubera quello che ci si aspetterebbe. Il Teatro Regio gioca un ruolo centrale perché poggia su questo bene monumentale straordinario una storia culturale molto importante, perché ha una tradizione ma anche una strutturale propensione all’internazionalizzazione. Esso ha una macchina produttiva, organizzativa e di comunicazione ben strutturata e produce per la città anche ricchezza materiale, il cosiddetto indotto a cui tutti anelano e lo fa con una modalità che non è quella che ci si aspetta. Il Teatro non lavora per produrre indotto, ma produce questo perché fa bene il suo lavoro, elabora e realizza un progetto culturale di qualità.

Cosa si attende per il Teatro Regio al termine di questo evento lungo un anno?

Quello che si attende per il Teatro Regio è quello che ci si attende per tutta la città: che questo evento quando l’ultimo bagliore del fuoco d’artificio si sarà spento lasci cadere a terra una cenere che sia concime e aneli a far attecchire il maggior numero possibile di quelle iniziative che sono state seminate nel corso di Parma2020. Il Teatro Regio ha le stesse aspettative di tutta la città perchè esso è con la città.

Valentina Picinini