KIDDING – IL (NON TANTO) FANTASTICO MONDO DI MR. PICKLES

Kidding è una serie televisiva del 2018 con all’attivo una stagione di soli dieci episodi, sufficiente a renderla un prodotto unico nel panorama attuale, che non si limita a intrattenere ma che vuole cambiare le regole del gioco.Tutto questo con il volto poliedrico di Jim Carrey.

Nel mondo seriale, gli appassionati lo sanno bene, ci sono delle regole non scritte che codificano le produzioni. Le suddette regole aiutano i fruitori a inquadrare immediatamente ciò che hanno davanti e a capire se investirci il proprio tempo oppure no. In un panorama saturo di prodotti mediali come è quello odierno, questo aspetto è più che essenziale. 

Ora immaginate di incappare in una nuova serie composta da dieci episodi di circa 25 minuti l’uno. La sigla è breve e colorata, con suoni semplici e voci di bambini. L’attore protagonista è Jim Carrey, conosciuto per il suo viso comicamente espressivo. A questo punto ci si è già fatti un’idea su ciò che si sta per guardare. Una durata di questo tipo caratterizza tendenzialmente un genere seriale divertente e leggero in pillole, e la presenza di Carrey sembra confermarlo. Lo stesso titolo, “scherzando”, ci porta in questa direzione. 

E la trama, invece? Riassumendo, viene raccontata la storia di Jeff Piccirillo (Jim Carrey), in arte Mr. Pickles (letteralmente “Mr. Cetriolini”), che ha creato ed è il presentatore di un programma per bambini famoso in tutto il mondo, in cui insegna ad affrontare le piccole sfide quotidiane con allegria, aiutato da dei simpatici pupazzi. 

Quindi è una commedia? No. Mr. Pickles ha subìto un dramma: padre di due gemelli, ne perde uno in seguito a un fatale incidente d’auto in cui guidava la moglie. Il suo matrimonio non riesce a sopravvivere a questo lutto e il rapporto con il figlio superstite sta andando alla deriva. Tutto questo crea un carico emotivo sul protagonista che causa l’insorgere di una forte depressione. L’uomo non riesce ad ammetterlo a se stesso e degli eccessi immotivati di rabbia diventano la sua valvola di sfogo.

Quindi è un dramma? No. Questa serie è una tragicommedia, un genere che risale ai greci e che nasce dall’unione degli altri due stili di cui porta il nome. Ecco allora che la sovversione di quelle regole non scritte di cui abbiamo parlato si mostra come il riflesso di questo incontro-scontro.

La vita di Jeff Piccirillo è un’oscura tragedia, ma quella di Mr. Pickles è, o meglio deve essere, una luminosa commedia. Questo crea un cortocircuito fra l’uomo e il presentatore, fra la realtà e la finzione, fra il tragico e il comico. Così facendo, le carte in tavola si mescolano e Jeff, carico di angosce esistenziali, entra nel fantastico mondo di Mr. Pickles. Ma succede anche il contrario. Qui mi fermo per non incorrere in qualche spoiler di troppo e lascio a voi la visione e il giudizio, mentre io aspetto la seconda stagione.

Federica Cataldi