RIDISEGNARE IL FUTURO, UNA CAMPAGNA ALLA VOLTA

«Technology has disrupted the world, our job is to redesign it». Questa è la vision di Imille, agenzia di DigitalHeroes che attribuisce ai creativi il compito di disegnare un futuro migliore. Matteo Roversi, Brand Experience Director di Imille, lo racconta durante il workshop “Create better futures, one campaign at a time” presso IAB Forum, importante evento sulla comunicazione digitale tenutosi il 20 e 21 novembre al Milano Convention Centre. 

Viviamo in un’epoca in cui coesistono grandi piattaforme, spesso considerate spazi neutri ma, come insegna Marshall McLuhan, il medium è il messaggio. Questi spazi sono l’esemplificazione di come la tecnologia abiliti le persone ma, allo stesso tempo, lasci la libertà di deciderne l’utilizzo. Quest’ultimo può essere buono o cattivo e può portare con sé un linguaggio che spesso viene introdotto ex novo nella società. Si pensi alle metriche, parametri di misurazione con le quali le aziende hanno dovuto confrontarsi con l’avvento delle nuove tecnologie. Oggi, però, siamo di fronte a uno scenario preoccupante nel quale l’uomo sembra perdere il controllo delle tecnologie da lui stesso create perché troppo grandi, con risvolti nascosti talvolta inquietanti. Da dove ripartire? 

Secondo Matteo Roversi, le aziende e la loro comunicazione possono creare una realtà migliore, una campagna pubblicitaria alla volta. Si tratta di trasmettere messaggi forti, di un peso culturale tale da innescare il cambiamento. Messaggi che possano ampliare i nostri orizzonti in un’ottica planet centric, come la campagna “Race to change” ideata da Imille per Enel, che invita a forme di mobilità che rispettino l’ambiente. O come Nike che, con Colin Kaepernick e lo slogan “Dream crazy”, sceglie di cambiare linguaggio, comunicando un messaggio deciso e collocandosi in modo netto all’interno del dibattito sociale.

La comunicazione di marca suggerisce sempre più di evitare contesti tossici a favore di un utilizzo sano delle tecnologie. Si tratta di dare priorità all’offline, accendere l’explore mode e connettersi nella vita reale: è ciò che suggerisce North Face nella sua recente campagna. Sono molte le piattaforme che mettono in luce come sia possibile una buona cooperazione attraverso le nuove tecnologie, come il crowdfunding. Tutto questo richiede nuove KPI per permettere alle aziende di misurare l’efficacia del loro impegno sociale, del loro agire per il mondo. Si tratta di un imperativo che le aziende devono assecondare, specialmente quando si deve far fronte a problemi di reputazione in termini di responsabilità sociale e ambientale, ed è necessario raccontare gli investimenti reali verso la sostenibilità. È il caso di Unilever che, attraverso la sua recente campagna dai colori pop “Every U does good”, afferma la qualità di ognuno dei suoi prodotti, così come l’impegno verso la condivisione di valori che possano migliorare la vita delle persone. 

È possibile notare una coerenza con il claim di IAB Forum 2019, “Shaping the revolution”: la possibilità dell’uomo di plasmare la rivoluzione digitale ed essere arteficeprotagonista di un cambiamento verso un futuro migliore. In questo i creativi, insieme ai brand, in qualità di attori responsabili sulla scena mondiale, attraverso la loro comunicazione possono innovarsi e diffondere idee, principi e valori con l’audacia di contribuire al cambiamento del mondo.

Naomi Pagani