NETFLIX CONTRO “THE … F***ING WORLD: UNA REVIEW DELLA STAGIONE 2

Il 5 novembre sono approdati su Netflix gli 8 brevi episodi della seconda stagione di The End of the F***ing World, una serie rara e necessaria per il mondo della serialità contemporanea. 

La produzione di altissimo livello alla quale Netflix ci ha abituati (tralasciando qualche scivolone) neanche in questo caso delude le aspettative. TEOTFW è un prodotto capace di coniugare tematiche del teen drama con atmosfere noir, battute di tagliente black humor con dialoghi delicati. A fare la differenza è la cura nei dettagli, dove nulla è stato lasciato al caso: dalla fotografia alla colonna sonora, dalla costruzione della storia (gustosamente surreale) alla caratterizzazione dei personaggi (straordinariamente reali). 

Certi aspetti si potevano già apprezzare nella prima stagione, che raccontava proprio del punto di rottura tra due adolescenti e the f***ing world. Dopo che Alyssa e James hanno deciso di fuggire dal decadente contesto sociale in cui vivevano, abitato da adulti cinici e sordi alle emozioni, sono giunti a una meta forse peggiore della prima, con almeno un paio di crimini sulla coscienza e una vita ancora più “incasinata”. Ma si sa, ciò che conta non è la meta ma il viaggio, e quello intrapresa da Alyssa e James non è una vacanza on the road, ma un percorso di formazione e di scoperta reciproca, interrotto solo dall’arrivo della polizia. 

Alla fine della corsa, raccontata in 8 episodi brevi ma travolgenti, il destino dei due appariva incerto e decisamente preoccupante. Anche il fumetto da cui è tratta la serie si interrompe proprio in quel punto, lasciandoci curiosi di scoprire un seguito che non esiste, o meglio che non esisteva, fino a quando l’ideatore e regista della serie Jonathan Entwistle non ha deciso di realizzarlo. 

Nasce così la seconda stagione della serie, ancora più esplosiva e curata della precedente. La confezione è, anche questa volta, perfetta. Ma non solo, ciò che sta al suo interno – i surreali mondi di Alyssa e James – è raccontato in modo ancora più efficace e convincente. I due protagonisti continuano a essere perseguitati dai fantasmi dal passato, ma adesso devono difendersi anche da un nuovo antagonista, Bonnie. Questa volta il “cattivo” (che poi cattivo non è) non è un adulto, ma una ragazza giovane come Alyssa e James e, proprio come loro, eccentrica e fragile. A renderla pericolosa per i due è la sete di vendetta che la guida. 

A dispetto della ridondanza della trama, la direzione che prende la narrazione è chiara. Se nella prima stagione la soluzione a tutti i mali era fuggire, ora la fuga non è più un’opzione. Il passato ha lasciato segni indelebili su questi ragazzi e, soprattutto in Alyssa e Bonnie, i traumi sono evidenti. Questa serie ci dice che, grazie a legami profondi e sinceri, qualsiasi trauma si può affrontare e superare. La profondità con cui vengono trattate tematiche come l’amore, il disagio sociale e il suicidio è il vero punto di forza della serie. TEOTFW è il riscatto di Netflix da serie come 13 Reasons Why, dove il tentativo di narrare la complessità del dramma adolescenziale era stato a dir poco fallimentare. In un mondo in cui di banalizzazioni se ne fanno sin troppe, The End of the F***ing World è il tipo di serie di cui abbiamo bisogno.

Valentina Giua