TOO OLD TO DIE YOUNG BUT NEVER TOO OLD TO DARE

Ogni volta che il regista danese Nicolas Winding Refn è in procinto di sviluppare un nuovo progetto si reca a Parigi dall’amico e collega Alejandro Jodorowsky a farsi leggere i tarocchi; prima di realizzare la serie Too Old To Die Young, le carte dell’amico cileno si sono rivelate decisamente favorevoli, così che il cineasta si è sin da subito rasserenato sul buon esito del nuovo lavoro.

L’episodio appena raccontato incarna alla perfezione lo spirito di Too Old To Die Youngserie Amazonprodotta dal già menzionato Winding Refn e dal pluripremiato fumettista statunitense Ed Brubaker che si discosta radicalmente dalle serie a cui lo spettatore medio è abituato. Basti pensare che la serie è divisa in 10 episodi dalla durata variabile, alcuni si prolungano oltre i 90 minuti e l’ultimo dura invece solo 31 minuti. Inoltre, al Festival di Cannes 2019 sono stati proiettati gli episodi 4 e 5, e il regista ha motivato la scelta affermando che la serie, in realtà, può essere accessibile in qualsiasi momento, lasciando intendere che la trama è solo un espediente per narrare qualcosa di più profondo, come si può comprendere leggendo il titolo dei vari episodi. Ma prima la trama.

Martin Jones è un poliziotto corrotto che, durante un servizio notturno, assiste all’omicidio del collega Larry davanti ai propri occhi. Non conoscendo l’identità dell’assassino, Martin si rivolge a un conoscente del partner, Damian, criminale di quartiere che svela il mistero: l’omicida è Jesus Rojas, importante membro del cartello messicano che ha voluto vendicare l’uccisione della madre. Il vero artefice dell’omicidio della donna, però, è in realtà Martin e Jesus ha eliminato, quindi, il poliziotto sbagliato. L’agente si trova dunque costretto a salvaguardare la propria vita e quella dell’ancora minorenne fidanzata, intraprendendo l’attività di giustizieree sprofondando in un abisso sempre più oscuro, in mezzo a personaggi grotteschi e sadici.

Il titolo di ciascun episodio corrisponde a una carta dei tarocchi, elemento significativo per comprendere la concezione della serie: la sceneggiatura non sembra seguire un soggetto, ma appare scritta dal destino e dal caso. Man mano che procede, l’opera si riempie di simboli e di personaggi surreali, esattamente come nei film di Alejandro Jodorowsky, in particolare il grottesco western El Topo (1970) e il fantastico La montagna sacra (1973), le principali fonti di Too Old To Die Young.

Dal punto di vista estetico, l’elemento più importante è la cura dell’immagine. Ogni inquadratura è ben ponderata, geometrica, scenografica e spesso la camera è fissa; più che a un prodotto di streaming si assiste quindi a una rappresentazione teatrale, con scene che si protraggono a lungo e includono personaggi che esitano a parlare; l’effetto che scaturisce è di massima tensione, amplificata dalla musica synthwave di Cliff Martinez. Infine, i colori, innaturali, vividi e onnipresenti, trovano il proprio antecedente nel cinema di Mario Bava, regista e fotografo italiano, in particolare nel film Sei donne per l’assassino (1964).

Too Old To Die Young ha il grande merito di osare in un periodo in cui non si sperimenta più e si ricerca il guadagno facile, rappresentando quindi una speranza di redenzione per il cinema stesso.

Riccardo Sciannimanico