CANOVA VS THORVALDSEN: L’ANTICHITÀ TORNA A VIVERE A MILANO

Varcando l’ingresso delle Gallerie di Piazza Scala, ci si lascia alle spalle il caos sconclusionato della città: macchine che sfrecciano, turisti che vagano con lo sguardo rivolto all’insù e il generale marasma che affolla quotidianamente le strade di Milano non diventano che un lontano ricordo.
D’un tratto il visitatore non si trova più immerso nella via frenetica della metropoli, ma in un luogo senza tempo in cui silenzio e armonia regnano indiscussi.

Facendo il proprio ingresso alla mostra Canova VS Thorvaldsen, il visitatore non può far altro che immergersi totalmente in quello che è un confronto d’arte senza precedenti, un’accurata ed impeccabile celebrazione di due dei più grandi protagonisti della scultura moderna in età romantica e neoclassica.

L’ambizioso progetto della mostra, realizzata in collaborazione con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Thorvaldsen di Copenaghen, con i suoi 160 pezzi in esposizione, vanta anche l’apporto di prestiti da musei e collezioni private. L’agguerrito confronto tra l’italiano Canova e il danese Thorvaldsen, da sempre oggetto di discussione per critici e amanti dell’arte, è costituito di produzioni che condividono i medesimi soggetti. Amore, bellezza, eros e giovinezza sono solo alcuni degli universali e dibattuti temi in cui grandi opere come Le Grazie, Venere, Amore e Psiche e Paride, trovano il loro terreno fertile per affermarsi come grandi capolavori del passato.

La mostra, giocando sull’accostamento di opere che sono, allo stesso tempo, così simili eppure così differenti, valorizza e arricchisce l’universalmente apprezzata arte italiana, dando vita ad uno spazio in cui luci, ombre e la disposizione stessa dei pezzi da collezioni contribuiscono a dare vita ad un’esperienza illuminante ed immersiva.
Un’esperienza a cui chiunque può e dovrebbe approcciarsi per rivivere un po’ di quell’emozionante antichità che oggigiorno è ormai impossibile ritrovare.

Elisa Zaffalon