LA COMUNICAZIONE CHE ARRIVA AL CUORE: COME COMUNICARE L’EMPATIA.

Presso il Nhow Hotel di via Tortona le giornate del 10 e 11 ottobre sono state dedicate al Reinventing2019, evento organizzato da 5 anni con la missione di capire regole e tecniche efficaci per comunicare il sociale, innovazioni del fundraising e sviluppo della CSR – responsabilità sociale di impresa. Diversi sono stati gli argomenti degli interventi e diversi gli ospiti presenti, dal social media manager di Medici senza Frontiere agli ideatori del format Casa Surace. 

Fausto Colombo, professore ordinario di Teoria e tecniche dei media presso la nostra Università, è stato il relatore della plenaria iniziale di venerdì mattina. Il titolo del suo intervento “Il ruolo dell’empatia nella comunicazione del terzo settore. Le emozioni positive nel non profit nell’era dell’egoismo sociale” riassume in maniera efficace gli argomenti trattati.

La sua riflessione è iniziata riportando esempi di “hate speech”“fake news” sul web affermando come sia avvenuta una sorta di legittimazione di comportamenti da anni sanzionati come razzismo, stalking e bullismo. Ha supportato il suo discorso con una citazione del filosofo statunitense  Richard Rorty:

“Queste persone sono moralmente offese dal fatto che essi dovrebbero trattare qualcuno che non è parente, come se fosse un fratello, o un negro come se fosse bianco, o un omosessuale, come se fosse normale, o un infedele come se fosse uno credente. Sono offesi dalla proposta di trattare persone che loro non pensano come umani come se fossero umani” 

Concentra poi l’attenzione su fatti di cronaca per continuare la sua riflessione sull’utilizzo della comunicazione. Alan Kurdi, come tutti ricorderete, è il bimbo siriano di 3 anni trovato morto sulle coste turche a seguito di un naufragio nel 2015. La straziante fotografia scattata dalla fotografa turca Nilüfer Demir ha spopolato su social media e media tradizionali, confermando la potenza dell’immagine nella comunicazione. L’impatto e lo slancio emotivo che la fotografia ha generato è stato davvero rilevante. 

Questo episodio molto forte a livello empatico e comunicativo è servito a Colombo per arrivare al nodo del suo discorso: la comunicazione è ciò che ci rende umani. La comunicazione è la prima forma di apertura e la comunicazione con gli altri ci permette di prendere atto della diversità e di accettarla. 

L’intervento si conclude con una riflessione che adesso rivolgo a voi: “Perché non dovremmo odiare? Perché non dovremmo promuovere la comunicazione dell’odio?” Alla domanda, afferma il professore, esiste solo una risposta: “Perché perderemmo così la nostra capacità umana e di conseguenza la possibilità di essere felici.”

Marta Laneri