FIFA 20 VS PES 2020: L’ETERNA SFIDA CHE EA SEMBRA SEMPRE VINCERE “DI DIRITTO”

Nuova stagione, solito punto interrogativo per gli appassionati di calcio, videogame ed eSports: meglio FIFA 20 o PES 2020? La distanza è minima, ma c’è un punto che sembra far pendere l’ago della bilancia dalla parte di Electronic Arts…

Nella settimana seguente la Milano Games Week, che ha inaugurato la nuova annata per tutti i gamer, si ripropone l’eterna rivalità tra i titoli di punta nell’area sport e calcio: FIFA contro PES, Electronic Arts contro Konami. I pregi e difetti di entrambi sembrano equivalersi, a tal punto che – in fin dei conti – la valutazione resta esclusivamente ed inevitabilmente soggettiva: se nell’online Fifa Ultimate Team continua ad essere decisamente avanti rispetto all’equivalente MyClub, nell’offline la Master League di PES è più realistica e personalizzabile della Carriera Allenatore di FIFA; se Konami ha preferito lavorare ulteriormente sul gameplay e sulla grafica, Electronic Arts si è concentrata sull’introduzione di nuove modalità come la Volta Football.

C’è, tuttavia, un ulteriore parametro piuttosto oggettivo – su cui i fan dell’uno o dell’altro devono, volenti o nolenti, concordare – che marca, nonostante gli sforzi per ridurre il divario, la differenza tra i due videogiochi: le licenze. Le strategie delle due case di produzione sono in questo senso differenti. Electronic Arts punta sulle licenze di interi campionati: dopo aver aggiunto in FIFA 2015 tutti gli stadi e moltissime real faces della Premier League inglese, ha fatto lo stesso con La Liga spagnola in FIFA 2019 e con la Bundesliga tedesca in FIFA 2020. Queste tre leghe – al lordo dell’abilità dei calciatori e dei team – possono essere oggi considerate tra le più importanti al mondo, come dimostrano le entrate dai diritti televisivi (prima la Premier, seconda la Bundes, quarta La Liga). Konami, invece, ha investito molto, quest’anno come nelle edizioni precedenti, sulle licenze di singoli club di rilievo nei rispettivi paesi: all’ormai consolidata partnership con il Barcellona, si sono recentemente aggiunte quelle con Juventus (nome, stadio, stemma e divise in esclusiva), Bayern Monaco, Arsenal, Manchester United, Celtic e Rangers. 

Non sorprende che anche nel business videoludico, analogamente a quanto accade in mercati economicamente ancor più rilevanti del generico settore dell’audiovisivo, siano i diritti di riproduzione, utilizzo distribuzione a fare la differenza. Guardando per esempio al cinema, la recente competizione tra Netflix e Amazon Prime Video si gioca non solo su costosissime e rischiose produzioni originali, ma anche sulle licenze di film e serie tv piuttosto vintage; oppure, nell’ambito televisivo – nella sua accezione più ampia -, moltissimi player competono a suon di milioni per trasmettere nei rispettivi Paesi le principali competizioni sportive. 

Ad oggi i numeri danno nettamente ragione ad Electronic Arts: secondo le rivelazioni di VGCharts (sito che effettua ricerche e stime in ambito videogame), le vendite di FIFA 19 su PS4 – di gran lunga la console più utilizzata – ammontano a 9,15 milioni di videogiochi contro i circa 0,5 milioni di PES 2019. Resta da capire se il divario possa ridursi con i titoli del 2020. 

Nel mentre, meglio goderseli entrambi

Andrea Tonioni

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