SHAMSIA HASSANI: LA STREET ART DI KABUL E’ DONNA

Pennelli e bombolette spray sono le uniche armi che Shamsia sceglie per denunciare le condizioni in cui le donne vivono ancora oggi in Afghanistan, prigioniere di una società controllata da soli uomini che non permette loro di essere libere.
Shamsia Hassani è la prima street artist donna afghana, ha studiato Arte presso l’Università di Kabul dedicandosi all’arte contemporanea.  Nel 2009 conosce lo street artist inglese Wayne “Chu” Edwards, grazie al quale scopre il forte potere comunicativo della street art. Da allora l’obiettivo di Shamsia è solo uno: con la sua arte vuole arrivare al cuore delle donne Afghane insegnando loro a riconoscersi come soggetti titolari di diritti.

“Di solito – dice in un’intervista – dipingo donne con il burqa ma in una versione più moderna. Voglio raccontare le loro storie e trovare un modo per salvarle dal buio, […] aprire le loro menti, per apportare qualche cambiamento positivo”.
Le donne dei suoi disegni sono imponenti e austere, e l’artista sceglie di dipingerle utilizzando colori accesi come l’azzurro, un colore forte e di speranza che rompe la monotonia e la tristezza del tipico paesaggio di Kabul distrutto dalla guerra. Il burqua che indossano le donne di Shamsia diviene così il simbolo di tutte quelle parole non dette, ingoiate o trattenute che le donne afghane non hanno mai avuto il diritto di pronunciare.

Ma andando oltre la condizione patriarcale della donna, la questione e l’obiettivo dell’arte di Shamsia si allarga. Si tratta di combattere una mentalità di pietra ancora incredibilmente arretrata. L’artista ha deciso di sfruttare l’immediatezza del linguaggio di strada per spronare le menti degli abitanti raccontando loro storie di speranza, riflessione e voglia di ricominciare. La sua arte vuole colorare le memorie polverose della guerra che ormai da anni continua a martoriare la città di Kabul.

Durante un’intervista Shamsia ha raccontato che mentre dipinge per strada rischia ogni giorno molestie e aggressioni e spesso le vengono lanciati dei sassi contro. Allora si prende un attimo di pausa, riflette, ricarica i suoi pennelli e torna alla sua arte.
Shamsia è coraggiosa, non si arrende e insieme alle tante donne che ha dipinto sui muri di Kabul aspetta fiduciosa un cambiamento.  Parlare, urlare, ribellarsi, lottare in nome del rispetto e della libertà: l’arte di Shamsia è proprio questo, comunicazione e rivoluzione.

Lucia Quinto

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