UNO SCONTRO TRA APPLE E NETFLIX? IMPROBABILE MA NON IMPOSSIBILE

L’era della convergenza non finisce mai di stupire. I confini competitivi diventano labili, e se da un lato si afferma definitivamente l’assunto “Distribution is King”, dall’altro lato si consolida la filosofia del “Content is Queen”. Vincono i distributori semplicemente per una ragione: possono meglio diversificare le modalità di raccolta di dati e di profilazione dei loro user.

Ormai hanno tutti capito che i margini di ricavo di Amazon non provengono dalla vendita e-commerce, piuttosto dalla capacità di profilare personas, vendendo a caro prezzo i suddetti dati psicografici e di comportamento d’acquisto alle aziende di qualsiasi settore.

Si consolidano tuttavia anche le pratiche di produzione originale di intrattenimento per i content provider (Netflix, Amazon, HBO, etc), al duplice fine di contenere le spese in diritti di utilizzo (afferenti a contenuti non proprietari) e di sviluppare format di punta in grado di configurare forti vantaggi competitivi. In questo contesto fluido e convergente, un altro big player potrebbe entrare in scena. Secondo quanto riferito, Apple vorrebbe aggiungersi alla lunga coda di società tecnologiche che pianificano un’incursione nella produzione di contenuti televisivi e cinematografici originali.

Apparentemente, Apple si sta preparando a creare prodotti audiovisivi per il suo servizio di streaming musicale, al fine di offrire un servizio complementare che aiuti a competere contro Spotify. Apple Music ha in effetti già sondato il terreno con alcuni documentari sui musicisti, ma ora progetta di fare il salto nella programmazione premium.

Secondo quando riferito dall’Head Quarter, Apple spera che il suo contenuto possa trainare l’acquisizione di maggiore traffico a livello internazionale, grazie alla creazione di contenuti di successo planetario stile “Stranger Things” di Netflix.

Tuttavia, la società di Cupertino non sembra intenzionata a investire gli ingenti capitali che sarebbero necessari per diventare un concorrente diretto di piattaforme streaming come Netflix o di reti via cavo premium come HBO. Pare che Apple abbia un nuovo obiettivo: erodere passo dopo passo le quote di mercato di Spotify, che attualmente conta circa il doppio degli abbonati paganti (40 milioni contro circa 20 milioni).

Nulla è ancora ufficialmente deciso in ogni modo. Ma considerando la rapida crescita del mercato degli smartphone e l’intensificarsi della concorrenza in mercati chiave come la Cina, Tim Cook dovrà presto fare i conti con nuove strategie di diversificazione.

Riccardo Guerra

 

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