3 JOURS A’ CANNES… UNE INVITATION S’IL VOUS PLAIT!

Dunque, il programma è questo: partenza con Flixbus ore 5.57, arrivo a Le Cannette ore 9.00, da lì autobus 1 per arrivare alla Gare de Cannes e poi 8 minuti a piedi fino al Grand Theatre Lumière. Vedere il maggior numero di film possibile. Rientro la sera stessa con l’ultimo pullman delle 20.25, proprio quando inizierebbero le proiezioni migliori.
Ma per Cannes questo e altro (ho visto persone fare di molto peggio!).

Per la prima volta nel 2018, giunto allora alla sua 72a edizione, l’evento cinematografico più importante al mondo, il celeberrimo Festival de Cannes, ha avuto la brillante e generosa idea di sbottonare la corazza di inavvicinabilità che lo veste e lasciare un piccolo spiraglio d’accesso ai giovani cinefili, che ancora non fanno ufficialmente parte dell’industry, bramosi di partecipare per qualche giorno a quella magia che solo l’incredibile combinazione di cinema di qualità, party esclusivi, star internazionali che ti passeggiano affianco e il mare della Costa Azzurra, può regalare.

3 Days in Cannes è un programma che consente ai giovani studenti e appassionati di cinema, tra i 18 e i 28 anni, di prendere parte a 3 giornate del festival, a scelta tra il periodo di apertura e quello di chiusura.

E fin qui, tutto bene. Un sogno che si avvera. Il problema si pone quando l’angoscia e la frustrazione dell’inadeguatezza incombono su di noi, nello scoprire che… a non tutti è concesso partecipare, e il criterio di scrematura non prevede una gara a “chi arriva primo”. Siccome di esami, test, colloqui e verifiche non ne abbiamo mai abbastanza, ecco che Cannes ci mette alla prova per l’ennesima volta, forse anche giustamente, nel tentativo di testare la bontà e la genuinità del nostro amore per il cinema – ma anche il nostro livello di inserimento nello scintillante settore. Scrivi una lettera motivazionale in inglese spiegando perché dovresti essere tu il fortunato “vincitore” di un pass per accedere all’80% circa delle proiezioni in programma, raccontando quali sono state fino a quel momento le esperienze accumulate.

Ovviamente la scoperta di una simile possibilità ha mandato in visibilio tutti gli amici cinefili, aspiranti registi o attori, sedicenti critici e giornalisti, il che è ideale quando prevedi di organizzare un viaggio a Cannes, nelle date del festival, e il costo di una casa su Airbnb è di un triliardo e mezzo. Ma il festival di Cannes, non smettono mai di ricordartelo, non è per tutti: ecco allora che alcune delle sudate cover letter scritte in un fluentissimo inglese – a raccontare di come proprio tu saresti la persona giusta per un simile evento, a mettere in buona luce anche il corto che hai girato in casa di tua nonna come fosse un nuovo finissimo esperimento underground – si rivelano inutili, e alla fine ti trovi da sola a prendere il sopracitato Flixbus perché a quel punto dove lo becchi un posto dove stare. 

Col senno di poi: esperienza da ripetere altre mille volte, motivo per cui, quando Cannes ha mandato (anche lui) il questionario di valutazione, vai di “amazing, beautiful, fantastic, terrific, wanna do it again, please let me come back next year”, come quando vuoi iscriverti all’esame e clicchi tutti “più sì che no”.

Note positive: quando vaghi sola per Cannes con la faccia di una che ha fatto serata (e invece ti sei alzata alle 4.30), tutti credono che tu sia stata alle feste migliori e allora fai delle conoscenze utili per gli anni a venire, senza contare che, se alla domanda “cosa fai?” la risposta è “la producer”, tutti crederanno che diventare tuoi amici significhi trovare i fondi per girare quel corto in casa della nonna di cui sopra.

Curiosità: mentre tu sei in coda per vedere il quarto film russo/cinese della giornata nella sezione “Un certain regarde” perché “Once upon a time in Hollywood” è troppo mainstream per te (o meglio col tuo accredito non si entra al Theatre Lumière) un misto tra pena e dispiacere si fanno avanti nel vedere persone di tutte le età, vestite di tutto punto e pronte per il red carpet, sciogliersi sotto il sole cocente con enormi cartelli in mano, intenti a supplicare “une invitation s’il vous plait”!

Poi però il compiacimento fa capolino e ti ricorda che tu ce l’hai fatta, che tutti gli Smart Goal, Take Flight e palestra CIMO ti hanno aiutato e adesso, grazie alla tua cover letter, su quel tappeto ci sei tu!

Marta Braga

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