SLOW BRAND FESTIVAL 2019

Recentemente abbiamo avuto la possibilità di partecipare come Social Media Manager alla 5° Edizione dello Slow Brand Festival, un evento ideato da Patrizia Musso (Docente Università Cattolica) e Brandforum – Osservatorio culturale sul branding. Che cos’è l’approccio “slow”? Le aziende come stanno affrontando, in modo pratico, le grandi tematiche di innovazione e sostenibilità? E i giovani cosa cercano dalle aziende in cui dovranno lavorare?

Per rispondere a questi quesiti, Enel Energia ha messo a disposizione una location innovativa e moderna, total white: il negozio di Via Broletto 44 (MI).

SostenibilitàMillennials e “slow boss” sono state le parole chiave dell’evento: 3 PANEL hanno affrontato tematiche estremamente attuali riguardo al mondo del lavoro, ai giovani e alla capacità di essere leader.

PRIMO PANEL: INNOVAZIONE E SOSTENIBILITA’: COME CONCILIARE TELLING & DOING?

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“La sostenibilità guida l’innovazione, ma non è nulla se la fa solo ENEL. Il nostro obiettivo è quello di condividere con tutti gli stakeholder quanto sia importante la sostenibilità”. Così Augusto Raggi, Head of Market di Enel Energia, ha aperto l’evento dandoci il benvenuto e anche molti spunti su cui riflettere:  l’importanza della condivisione, dentro e fuori dall’azienda, per diffondere e influenzare gli stakeholder con i propri valori positivi; il rispetto dell’ambiente e la totale trasparenza nel raccontare ciò di cui ci si occupa.

Per discutere di un argomento così sensibile si sono confrontati Serena Chiama, Head of Internal Comms and Bigger Picture di SKYAndrea Maschietto, Sustainability and External Relations Manager di Juventus Football ClubMaurizio Mazzanti, Founder di Reborn Ideas e Luca Pereno, CSR Manager di Leroy Merlin.

Moderati da Paola Abiezzi, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, hanno spiegato la loro idea di sostenibilità e innovazione all’interno dell’azienda: dal coinvolgimento delle scuole, all’upcycling fino all’essere plastic-free.

Tra i passaggi fondamentali, le parole di Luca Pereno, referente di Leroy Merlin, che hanno fatto emergere come lo scopo futuro sia declinare tutte le iniziative dell’azienda, anche quelle nate da una collaborazione con i clienti, in una dinamica SLOW: così hanno fatto per esempio con il concept store a Solbiate costruito completamente intorno al cliente. Esso infatti è il risultato di vari contributi di collaboratori che hanno immaginato e descritto il loro modello ideale di negozio, di servizio e di mestiere. Lo stesso obiettivo che si pone anche lo Juventus Football Club, rappresentato all’evento da Andrea Maschietto, il cui ruolo è proprio quello di impegnarsi nell’ambito della sostenibilità: “tramite l’educazione dei giovani e il rispetto. Uno dei nostri obiettivi è quello di combattere il razzismo: non esiste solo il bianco e il nero, ma vogliamo mostrare tutti i colori che lo sport può trasmettere”.

Serena Chiama si è poi espressa riguardo al tema della sostenibilità all’interno dell’azienda SKY, sottolineando il loro obiettivo di diventare totalmente plastic-free: “Le ricerche mostrano che entro il 2050 il peso della plastica nel mare potrebbe essere maggiore di quello dei pesci: dal 1° aprile 2019 tutti i prodotti Sky che arrivano a casa del cliente non comprendono più plastica usa e getta”. Infine Maurizio Mazzanti che ci ha spiegato che cos’è Reborn Ideas: un azienda, di cui è cofondatore, che si occupa di moda sostenibile e eco-design made in Italy (da diffondere in tutto il mondo). La loro filosofia si basa sull’upcycling: un processo di conversione di materie prime di scarto e/o prodotti dismessi in oggetti inediti che acquistano così un nuovo valore.

SECONDO PANEL – EMPLOYER BRANDING: QUALI STRATEGIE PER I MILLENNIALS?

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“I Millennials muovono i propri consumi sulla base della posizione valoriale del brand. Non solo come clienti ma anche come lavoratori. Se volete attrarre talenti, abbiate il coraggio di raccontare le cose belle che fate!” così esordisce Maria Luisa Bionda, Founder 2B Research e Docente dell’Università Cattolica di Milano per introdurre il secondo panel in cui le parole chiave sono state: passione, valori, network, relazioni e valorizzazione dell’aspetto umano. Secondo i dati presentati, infatti, i Millennials, nel momento in cui hanno la possibilità di scegliere l’azienda in cui lavorare preferiscono orientarsi verso quelle che hanno i loro stessi valori, piuttosto che per lo stipendio.

Da queste parole è nato un profondo discorso sul mondo dei giovani e sui loro desideri e speranze per il futuro. Moderati da Patrizia Musso, founder di Brandforum, a confrontarsi e a discuterne sono stati Cecilia Baudino, HR Talent Attraction & Employer Branding Manager del Boston Consulting Group IGT The Future Makers, Mario Franzino, Past AD di BSH gruppo BOSCH e Consulente Aziendale, Lucia Cavaciuti, Cybersecurity Sales Specialist, Early in Career Network Global Leader di Cisco System e Manuela Ricci, Built-in Marketing Manager di LG Electronics – Kitchen Signature Suite.

Boston Consulting Group, come ha raccontato Cecilia Baudino, è stata la prima azienda in Italia a dedicare un account Instagram all’employer branding per aprire le porte ai ragazzi verso il mondo del lavoro. Questo approccio è fondamentale dato che i giovani tendono a cercare aziende con cui condividere dei valori: in questo modo possono orientarsi più facilmente. Ma non sono solo le aziende a dover fare qualcosa: anche i giovani devono avere coraggio e continuare a credere nelle proprie idee: “le aziende misurano quanto i giovani credono in un’idea da quante volte bussi a quella porta!”, ha sottolineato Manuela Ricci, rappresentante di LG Electronics – Kitchen Signature Suite.

Non è mancata poi la testimonianza di una Millennial, Lucia Cavaciuti, che nonostante la giovane età fa già parte di una grande azienda: “Il primo giorno che sono entrata in Cisco mi hanno detto “benvenuta nella scuola di Cisco” e infatti ho imparato tantissimo. Non importa quanti anni hai studiato all’università, quando entri in un’azienda devi imparare dal mondo del lavoro”.

Infatti, si può imparare tutto se ci si mette passione, anzi “il primo valore da sviluppare all’interno di un’azienda è la passione, con la quale l’80% del risultato è già raggiunto” ha concluso Mario Franzino Past AD del gruppo BOSCH.

TERZO PANEL: SLOW BOSS: QUALI SFIDE ATTUALI E PROSPETTIVE FUTURE?

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Prima di scoprire chi ha vinto il titolo di Slow Boss 2019, bisogna capire quali sono le caratteristiche fondamentali per diventarlo.

Riguardo a questo argomento si sono confrontati Enrica Acuto Jacobacci, CEO di Jacobacci&Partners e Vincitrice Premio Giuria Tecnica “SlowBoss2018”, Gherardo Magri, AD di Vaillant Italia e Vincitore del Premio Community “Slow Boss 2018” e Lorenzo Viglione, AD di Moleskine, tra i nominati dal form anonimo per i futuri Slow Boss.

Moderati da Sergio Tonfi, editor di Superbrands Italia, sono giunti ad un’unica conclusione: per essere uno Slow Boss la parola chiave è passione. “Bisogna infatti avere la capacità di rallentare e prendersi del tempo per capire cosa si sta facendo, nonostante i ritmi e la velocità del mondo lavorativo e della vita”, così ha spiegato Gherardo Magri AD di Vaillant Italia.

“Il brand è come una persona: se sei vero, se sei coerente ed autentico si vede dall’esterno. La tua cultura di marca deve rispecchiare i valori che comunichi e viceversa”, ha continuato Lorenzo Viglione AD di Moleskine, per poi passare la parola a Enrica Acuto Jacobacci che ci ha raccontato quanto sia importante ascoltare, non solo l’azienda e le persone, ma tutti: “le voci prevalenti arrivano dal conoscere culture diverse”.

Alla fine dell’evento sono stati premiati gli Slow Boss del 2019: un premio da parte della Giuria Tecnica, un Premio Community, assegnato al candidato che avesse raggiunto più like su Facebook, una Menzione Speciale e soprattutto un premio allo Slow Boss del Futuro, assegnato ad un Millennial con tutte le carte in regola per approcciarsi al lavoro con una dinamica “slow”.

AND THE WINNER IS…

Slow Boss del futuro: Mattia Detto, Studente Master in Account and Sales Management

Premio Giuria Tecnica “Slow Boss 2019”: Lucia Adamo, THUN

Premio Community “Slow Boss 2019”: Simona Viscusi, Findomestic

Menzione Speciale: Mariagrazia Fanchi, direttore di ALMED – Unicatt e Coordinatrice di CIMO.

Nel corso dell’evento non abbiamo avuto solamente la possibilità di mettere alla prova le nostre capacità, ma anche di partecipare ad un festival in cui i giovani e il loro futuro sono stati messi al centro. E non solo: è stato interessante scoprire come la rapidità dell’innovazione, sempre più veloce, si possa conciliare con un approccio “slow”, quindi con la capacità di prendersi del tempo, rallentare e guardare le cose da un altro e più consapevole punto di vista.

Matilde Savaglio e Maddalena Esteri 

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