JAKE EPPING/AMBERSON: UN EROE SILENZIOSO

Il celebre attore James Franco ha accolto la “sfida” lanciatagli dall’altrettanto rinomato autore di letteratura fantastica Stephen King, interpretando in maniera equilibrata dall’inizio alla fine la classica figura dell’eroe che compie un viaggio, fisico e spirituale. La serie TV “22.11.63” ha come elemento vincente l’equilibrio tra la matrice fantascientifica, l’atmosfera da thriller e l’elemento umano-romantico.

Il tema è piuttosto ricorrente, quello del viaggio nel tempo, che James Franco affronta nei panni di Jake Epping, insegnante a Lisbon, un piccolo centro nel Maine. La sua vita viene presentata in maniera abbastanza triste ed incolore: divorziato e privato da qualsiasi tipo di legame sentimentale. Si ritrova solo, circondato unicamente da studenti scansafatiche e dal bidello disabile Harry Dunning, che aiuta affinché consegua il diploma. Jake è un uomo empatico, attento agli altri, ma sembra che nessuno si preoccupi di lui.

La svolta arriva dal proprietario della vicina tavola calda, Al Templeton, il quale gli offre una chance tanto unica quanto rara: impedire il controverso e misterioso assassinio del Presidente americano John Fitzgerald Kennedy. All’interno del negozio di Al vi è un passaggio temporale, definito “Tana del Bianconiglio” che riporta indietro nel tempo, nella Lisbon degli anni ‘60. Non importa quanto tempo si trascorra nel passato, nel presente saranno trascorsi solo 2 minuti.

Qualsiasi cambiamento apportato alla storia, però, avrà delle ripercussioni a causa del cosiddetto effetto a farfalla Jake ha, così, la possibilità di dare una scossa alla propria vita, rispondendo al suo “need” più profondo e al tempo stesso ponendosi l’obiettivo di cambiare la storia come “desire”. Cambia il cognome in Amberson e si integra nella società dell’epoca come un cittadino qualunque. L’intento è nobile, ma riuscirci risulta molto complesso poiché il passato pone sul cammino dell’eroe una serie di ostacoli ogni qual volta questi si avvicini a cambiare pezzi di storia.

Jake, quindi, cerca di studiare accuratamente piani di azione per superare le difficoltà ed evitare spiacevoli inconvenienti, ma il passato è una forza troppo potente: pur sventando l’assassinio del Presidente Kennedy, il passato interviene, sottraendogli Sadie Dunhill, giovane bibliotecaria e donna rivelatrice, di cui Jake si innamora perdutamente. È un uomo fortificato, forgiato dai consigli del suo amico Al e, nonostante la grave perdita, porta a compimento la sua missione. Tuttavia, una volta tornato nel presente, si rende conto che il nuovo mondo da lui modificato non è altro che una landa desolata, triste e incolore.

Le vicende vissute producono nel protagonista un’auto-rivelazione di carattere morale e psicologico: cambiano il desiderio e la motivazione, si rende conto che, in realtà, è bene ristabilire l’equilibrio storico-temporale conosciuto e che il suo unico desiderio è l’amore per Sadie. Decide, così, di attraversare nuovamente la “Tana del Bianconiglio”, pronto a rincontrare e conoscere Sadie. A questo punto, interviene “l’uomo con la tessera gialla”, una sorta di mentore, comparso sporadicamente durante le avventure di Jake. La tessera presente sul suo cappello raffigura il serpente che si morde la coda, simbolo dell’eternità, dell’infinito cerchio senza inizio né fine. Quest’uomo spiega a Jake che non può modificare nessun evento del passato perché comporterà sempre delle perdite. Egli stesso, infatti, ha viaggiato spesso nel tempo per impedire la morte del proprio figlio, ma, pur sapendo perfettamente come si sarebbero svolti gli avvenimenti, non era mai riuscito nel suo intento.

Il protagonista, così, si mette a nudo, rivelando che non è più interessato a salvare il Presidente Kennedy e fermare Lee Harvey Oswald: il suo unico obiettivo è Sadie. Tuttavia, la risposta dell’uomo è lapidaria: «Lei morirà comunque». Jake, così, si arrende e, per amore di Sadie, decide di ritornare alla vita di tutti i giorni nel suo presente, la Lisbon contemporanea, temprato e certamente diverso rispetto alla situazione iniziale. È un tipico eroe silenzioso, che riconosce la limitatezza del suo essere umano con lucidità e freddezza e, al tempo stesso, accetta la sua dimensione di uomo generoso e coraggioso, ma non al di sopra di tutto e tutti.

Alberto De Franciscis