IPHONE: UN’ANALISI (MOLTO) CRITICA DELLA CAMPAGNA APPLE SULLA PRIVACY

Ad un anno dallo scandalo Cambridge Analytica, Apple lancia una campagna sull’importanza della privacy. Che, nei tempi recenti, da quando sono entrati a far parte della nostra quotidianità nuovi dispositivi e sono emersi nuovi metodi di tracciamento attraverso gli insidiosi e onnipresenti cookies, non è viene totalmente tutelata e rispettata.

Siamo entrati in un’era che era stata solo ipotizzata e vagamente temuta, un’epoca in cui siamo costantemente connessi, perennemente reperibili e questo ci rende sorvegliabili, seguiti e perseguiti H24. A scapito della nostra libertà personale, del nostro diritto alla riservatezza e di segretezza. 

Ecco che mi fa un po’ sorridere il carosello di istantanee e frame che lo spot della Apple mostra come esempi di episodi di vita quotidiana che necessitano, o comunque hanno diritto di manifestarsi e accadere, in tutta privacy.

Una chiacchierata, un meeting, una pausa al bagno. Ditemi chi di noi lo fa più senza avedere il telefono in tasca o sul tavolo di fronte. Un ospite silenzioso ma sempre presente che nella sua passività è probabilmente più attento di noi ai nostri comportamenti e alle nostre parole. Senza scendere in inutili complottismi e considerazioni paranoiche, è curioso sapere che a inizio anno Apple è finita nell’occhio del ciclone per una presunta falla nel sistema che permetteva l’ascolto occulto via FaceTime prima che l’utente potesse accettare la chiamata. Questo andò ad aggiungersi ai problemi già esistenti in fatto di riconoscimento facciale che non garantivano la totale sicurezza dalle insidie cibernetiche e dai pirati informatici. 

Se per te la privacy è importante, dovrebbe esserlo anche per il tuo telefono. 

Suona un po’ come un rimprovero alle mie orecchie, il claim di questa nuova campagna. Scegli iPhone, il buon vecchio sicuro e affidabile iPhone, altrimenti non lamentarti se la tua vita finisce in mano a 5 magnati multimiliardari che con le loro start up, ormai cresciutelle, controllano mezza economia mondiale.

D’accordo. Per me la privacy è importante, ma dovrebbe essere anche scontata. Scontato dovrebbe essere il fatto che i miei messaggi, le mie foto, i miei dati personali siano a mia completa discrezione e siano al “sicuro” da eventuali manipolazioni e gestioni di cui non sono completamente consapevole. 

Sembra che Apple si sia particolarmente mobilitata in questo senso, di essersi sensibilizzata in fatto di privacy e di sistemi di sicurezza per proteggerla. Tim Cook stesso, CEO della compagnia di Cupertino, ha voluto metterci la faccia, o meglio la penna, pubblicando un articolo sul TIME sull’importanza di adeguare il quadro normativo statunitense a quello europeo del neonato GDPR, che tutela la privacy e i dati personali di tutti i cittadini dell’Unione Europea. Un tentativo apprezzabile, spero anche sincero, che non sia solo un’ulteriore brillante strategia di marketing. 

Bianca Boretti

Annunci