VOGUE ITALY: FROM THE BEGINNING TO THE INTERNATIONALIZATION

Il terzo incontro dell’evento “Fashion Today”, sintesi della collaborazione tra Università Cattolica del Sacro Cuore, il dipartimento di Comunicazione per l’Impresa, i Media e le Organizzazioni Complesse, Modacult e Club giovani diplomatici, ha visto la partecipazione del direttore del famoso periodico mensile “Vogue Italia”, Emanuele Farneti.

Vogue Italia costituisce l’edizione italiana della rivista Vogue: di proprietà della Condé Nast International, è considerata la migliore rivista di moda del mondo.
L’incontro si è aperto con una digressione storica della rivista, a partire dall’acquisto nel 1962 della rivista italiana Novità (mensile fondato da Bebe Kuster nel 1950 e diretto da Lidia Tabacchi) da parte dell’americana Condé Nast di Samuel Irving Newhouse; destinato ad un pubblico d’élite, tratta di stile, arredamento e moda. Nel novembre del 1965 la nuova proprietà ribattezza la testata Vogue & Novità e Consuelo Crespi diviene la direttrice durante questa fase di lancio, fino al 1966, quando viene nominato direttore Franco Sartori; sotto la sua guida, fino al 1988, la rivista cambia nome da Vogue & Novità a Vogue Italia; abile nel cambiare il formato, la carta, la copertina, coinvolge grandi fotografi come Richard Avedon, Irving Penn, Norman Parkinson, Bert Stern, Helmut Newton. Alla fine degli anni Settanta, con il boom del made in Italy, Vogue Italia diventa il primo interlocutore degli stili emergenti a livello internazionale.

Nel luglio del 1988, la geniale Franca Sozzani viene nominata direttrice, rendendo Vogue il punto di riferimento nel mondo per la moda e la fotografia. Il fascino del clic di tale rivista comincia a suscitare ammirazione e stupore, diventando poesia, spaziando dalla moda all’arte, alla musica, al cinema, ai viaggi.

Franca punta ad accentuare lo stile sofisticato del giornale, rendendolo sempre più attento alle varie tendenze; in particolare, nel luglio del 2008 la Sozzani pubblica l’all black issue, utilizzando solo modelle di colore. Per la prima volta un giornale di moda internazionale viene completamente realizzato, fotografando modelle di colore; a quel tempo nessuno osava tanto e la notizia si diffonde, con stupore, in tutto il mondo. Rimane direttrice fino alla morte, avvenuta nel dicembre 2016.
Farneti sostiene che Franca Sozzani ha segnato un’epoca, un grande cambio di stile, nella storia di tale periodico. Per prima, comprende che un giornale di moda made in Italy può contare su un pubblico internazionale, puntando soprattutto sulle immagini, al di là della lingua. Da qui la collaborazione con Mario Testino e altri importanti fotografi ai quali lascia “ampia libertà creativa”; il linguaggio sviluppato da tali fotografi contribuisce a far diventare Vogue Italia il giornale di moda più importante, ambasciatore del made in Italy nel mondo. Inoltre, per prima, lancia messaggi attraverso la moda, spaziando dall’inquinamento agli eccessi di chirurgia estetica. Per venticinque anni tutte le copertine del giornale sono scattate da Steven Maiels. Il 20 gennaio 2017 viene nominato direttore Emanuele Farneti. Il suo intento risiede nel riportare il giornale ad una tradizione di alto livello, non solo visivo, ma anche di scrittura: meno foto e più parole; il mondo della moda è stravolto.

In un sistema editoriale complesso come Vogue Italia, conclude il direttore, il print ha senso solo se è bello e se è il meglio che offre il mercato. Vogue Italia possiede una vita propria che trascende la creatività di ogni singolo individuo: in tal senso, ha il vantaggio di avere una tale forza di marchio che punta sistematicamente sull’effetto sorpresa, orientandosi ad un pubblico internazionale.  Particolare attenzione merita Vogue Instagram, dal momento che costituisce il privilegiato canale di espressione e condivisione di contenuti dei tempi moderni.

L’incontro è stato interessante, piacevole e costruttivo, caratterizzato da excursus storici che hanno contribuito ad arricchire la conoscenza di un mensile made in Italy, di spessore internazionale.  

Silvia Scotto di Santolo

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