SABRINA: LA STREGA DI NETFLIX VIAGGIA SU UNA SCOPA INSTABILE

Lo scorso ottobre, la prima parte de “Le Terrificanti Avventure di Sabrina” aveva entusiasmato il pubblico, ma la “parte due” dell’horror-teen drama ispirato alla celebre strega, disponibile su Netflix dal 5 aprile, fa emergere alcune debolezze.

Sabrina, non più divisa tra vita umana e sovrannaturale, in questo secondo capitolo è totalmente immersa nel mondo delle streghe, in cui assume un ruolo sempre più centrale. La ragazza, infatti, ha la missione di rivoluzionare la Chiesa della Notte, religione delle streghe, governata dal reazionario Faustus Blackwood; tuttavia, una nuova profezia ostacola e mette in pericolo lei e l’intera umanità.

Questa seconda parte non ha paura di osare nel ritmo e nei contenuti, ma i risultati sono solo in parte soddisfacenti.

Un elemento positivo è la continuità tematica con la parte precedente. La fede e le istituzioni della Chiesa della Notte diventano una sempre meno velata allegoria del mondo reale, che ancora oggi è caratterizzato da alcune istituzioni reazionarie e anti-progressiste, le quali non rispettano i diritti di tutti. Sabrina si conferma un’eroina che combatte contro ogni forma di discriminazione nella sua società, diventando così un modello da imitare nel nostro mondo.

Le donne continuano a dominare lo schermo, si dimostrano forti e coraggiose. È doverosa una menzione d’onore al personaggio di Lilith, la carismatica e ambigua moglie del Signore Oscuro, divinità principale della Chiesa della Notte. Ella è rappresentata come una donna stanca di essere perseguitata da un “uomo” crudele. La sua visione disincantata e pessimista del matrimonio ci dimostra come abbiamo bisogno di dar voce a storie di donne diverse da una rappresentazione più classica della femminilità e delle relazioni.

Ciò che invece ha reso questo capitolo più debole è il ritmo innaturalmente accelerato. Esso è scandito da colpi di scena volti al puro sgomento dello spettatore, i quali ricorrono anche a cliché appartenenti ai generi teen-drama e fantastico. I fili narrativi sono spezzati e incoerenti: alcune trame lasciate in sospeso nella “parte uno” non sono state recuperate nella seconda parte o si sono risolte con una fastidiosa fretta. Ad aggravare il tutto è un uso maldestro degli effetti speciali, che rendono i momenti chiave della narrazione poco credibili.

I personaggi principali – Sabrina e Lilith escluse – risultano anch’essi deboli e contradditori. Gli amici umani di Sabrina soffrono particolarmente di una cattiva caratterizzazione, divenendo puri fantocci al servizio della rete di trame sovrannaturali, privi di approfondimento sui loro sogni o motivazioni.

La serie non ha mai puntato a rappresentare un racconto di alta qualità, ma se in precedenza univa l’intrattenimento e il racconto sopra le righe ad una coerenza narrativa, questa volta sembra procedere su una struttura instabile.

La seconda parte dell’horror-teen drama ha deluso le aspettative. Recentemente Netflix ha confermato la produzione e distribuzione delle parti tre e quattro: non ci resta che aspettare e sperare che la celebre mezza-strega possa recuperare quota e spiccare nuovamente il volo.

Raffaella Di Marco

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