Vita da strega dark: The Chilling Adventure of Sabrina – part II

Netflix libera un’altra delle sue armi: è arrivata la seconda parte di The Chilling Adventure of Sabrina. Meno leggera e spensierata rispetto alla versione anni ’90 a cui eravamo abituati, la Sabrina di Kiernan Shipka – indimenticabile piccola, ma già tosta, Sally Draper di Mad Men – ci fa entrare nel lato dark della stregoneria di Greendale, che si presenta più conturbante e sicuramente molto più seducente – e su un livello nettamente superiore se confrontata con la serie madre Riverdale (in entrambi i casi si fa riferimento alla serie di fumetti Archie Comics).

La sedicenne che nella prima parte della stagione aveva, suo malgrado, inserito il suo nome nel Book of the Beast– scusate in italiano proprio non riesco a dirlo, o a scriverlo – scuote la sua nuova chioma platino all’interno dell’Accademia delle Arti Occulte, mettendo da parte le Sorelle Sinistre – o Fatali? Problemi di sottotitoli – e, dimenticato il suo Harvey dal cuore d’oro – spiegami come hai fatto perché io proprio non riesco a dimenticare il suo «‘Brina»– si getta tra le braccia e il sorrisetto ammiccante dello stregone Nicholas Scratch. Proseguendo lungo la Via della Notte, Sabrina abbraccia la sua congrega, rimanendo fedele a quel woman dark power che avevamo già assaporato nei primi episodi.

Gli otto nuovi capitoli di The Chilling Adventure of Sabrina si definiscono ancora sulla caratterizzazione dei personaggi femminili che ne guidano la trama. Fin dalle prime battute ad emergere non è la blasfema lotta tra la giovane strega Spellman e il Signore Oscuro, ma lo scontro, epico quanto epocale, tra uomo e donna. Con un Sommo Sacerdote pronto a dare una svolta misogina e retrograda alla Chiesa della Notte– i cinque principi della Chiesa di Giuda si legano a filo rosso a quelli della Gilead di The Handmaid’s Tale– Sabrina, HildaZelda e le altre – compresa una enigmatica ma perfetta Mrs Wardwell – si impongono sulla storia e sulla scena, dimostrando che alla fine, mortali o meno, le donne non danzano solo a comando di un carillon. 

Mi aspettavo qualcosa di più da questa seconda parte della stagione. Nei primi episodi avevamo conosciuto i personaggi e ogni capitolo era stato funzionale alla presentazione di un contesto – la Congrega, la contrapposizione umani-streghe, la profezia dell’Oscuro Signore – e all’apertura di altrettante domande di cui mi aspettavo uno sviluppo più compiuto. I nuovi otto capitoli sono sicuramente più allineati a livello narrativo nel prefigurare la conclusione di un arco di crescita del personaggio di Sabrina ma a mio (modestissimo) parere non riescono a soddisfare pienamente le aspettative aperte dai vari cliffhanger lasciati in precedenza – primo quello che doveva essere il grande segreto del Dr Cerberus come pure il sottile ma ammiccante triangolo amoroso che tutti ci aspettavamo e pretendevamo. 

Rimangono iconiche le pose di Zelda come pure le arguzie della Wardwell, regine senza corona alla scalata verso il trono, mentre per il resto personaggi interessanti come TheoPrudence Ambrose– dimentico della sua eccentricità – sembrano muoversi senza troppa convinzione. E non mi esprimo sulle potenzialità che Salem potrebbe offrire. 

Una conclusione di stagione da vedere, ben confezionata dal colosso dello streaming, ma che rimane ancora troppo all’ombra della prima parte. I personaggi ci sono, il carattere anche: mi aspetto quindi nuova forma infernale nella già rinnovata prossima stagione. Tra perversioni sataniche e rivisitazioni della tradizione biblica The Chilling Adventure of Sabrina è un – oscuro – cammino nei meandri delle gerarchie – istituzionali quanto di genere – e rivela come le etichette vanno bene solo per le pozioni di zia Hilda.

Federica Cirone