L’UTOPIA, VISTA IN PROSPETTIVA, È DISTOPIA

Utopia e distopia possono essere due facce della stessa medaglia?

Il termine utopia, nell’omonimo libro di Thomas More, descrive un paese immaginario e inventato dove tutti vivono felici e in armonia grazie ad una forma di governo accolta liberamente da tutti i cittadini. Questo mondo bello e perfetto è impossibile da trasporre nella realtà, pertanto rimane allo stato di sogno e fantasia che ritroviamo solo nei libri o nei film. Il termine deriva dall’unione delle parole greche “u” e “topos”, letteralmente “luogo che non esiste”.

Alla connotazione di perfezione ottimistica e idealistica si contrappone il termine distopia, che identifica un mondo indesiderabile e spaventoso, una società in cui l’uomo non vorrebbe mai vivere. Spesso la differenza tra utopia e distopia dipende dal punto di vista dell’autore dell’opera.

Nel film “The Host” sono presenti due visioni del mondo differenti: quella utopica, presentata dalla visione del mondo che dopo l’invasione aliena è diventato pacifico e dove tutti vivono sani e felici, e quella distopica degli uomini sopravvissuti e posseduti che si vedono annullati per un fine più grande.

La razza umana sta scomparendo. I pochi umani rimasti vivono raccolti in piccole comunità di fuggiaschi. Tra i superstiti c’è Jared, che ama e non riesce a dimenticare Melanie, appena catturata dagli invasori, i quali hanno inserito nel suo corpo l’anima dell’aliena Wanda. Tuttavia la ragazza, neppure adesso che il suo corpo dovrebbe essere solo un semplice involucro per l’anima aliena che le è stata assegnata, sembra voler rinunciare alla sua vita.

L’identità di Melanie, i suoi ricordi, le sue emozioni e sensazioni, ed il desiderio di rincontrare il fratellino e Jared sono ancora troppo vivi e brucianti per essere cancellati. Così l’aliena Wanda, che sta nel corpo di Melanie, si ritrova del tutto inaspettatamente invasa dal più umano e sconvolgente dei sentimenti: l’amore. Spinta da questa forza nuova e irresistibile, accetta, contro ogni regola e ogni istinto della sua specie, di fuggire e mettersi alla ricerca del fratello e di Jared.

Dunque la razza aliena, che ha preso il sopravvento, vuole possedere tutti i corpi degli uomini per spegnere le loro emozioni e per farli agire solo in modo giusto al fine del bene comune, stabilendo così uno stato utopico in cui vigono libertà ed uguaglianza.

Tuttavia, come appare chiaro nel film, si sfocia in una distopia poiché questa forma di libertà è in realtà repressione e limitazione, e l’utopia è solamente superficiale e apparente. Infatti, si potrebbe dire che è una forma di regime autoritario che appoggia l’uso delle armi per contenere i ribelli. Essere liberi in una società così, dove il corpo umano ha solo la funzione di ospitare l’anima apatica di un alieno mentre quella dell’umano viene completamente soppressa, è una contraddizione.

Trovo che “The Host” rappresenti chiaramente la sottile linea di confine che esiste tra utopia e distopia. Infatti, la vita non potrebbe essere considerata tale se le persone fossero private della loro anima e della loro libertà.

Valeria Tozzi

 

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