L’ECONOMIA CIRCOLARE COME INNOVAZIONE LEGATA AI MATERIALI RIUTILIZZATI E RIGENERATI

“Re think”: ripensare al riciclo, trasformarlo e renderlo sostenibile… ma come? Due esempi preziosi sono portati da Fabrizio Calenti di Aquafil, azienda che ha avuto successo poiché è stata vista come pioniere nell’economia circolare per la produzione di fibra sintetica sostenibile, e Marco Battaglia di Sfridoo, startup che aiuta e accompagna le aziende nella transizione verso un modello di economia circolare.

Aquafil si è inizialmente concentrata nell’identificare materiali il cui contenuto di nylon potesse essere estratto, elaborato e riproposto come materia prima sul mercato. Il nylon è un materiale molto costoso infatti lo troviamo quasi sempre come ingrediente. Partendo da questo presupposto l’azienda ha effettuato degli studi ed è riuscita a brevettare una nuova tecnologia per estrarre il nylon dalle reti da pesca e dai tappeti. È importante sottolineare che questa tecnologia non segue un percorso produttivo di riciclo meccanico in cui si scioglie la plastica, bensì di riciclo chimico in cui il polimero di nylon viene decomposto e riportato allo stato originale di monomero.

Il direttore esecutivo di Aquafil sottolinea come la sostenibilità sia oggi tema molto sensibile a cui tutti puntano per rimanere sul mercato. Inizialmente non era così infatti egli evidenzia come all’inizio sia stato difficile trovare produttori che volessero il loro nylon che di fatto non aggiunge nessuna prestazione rispetto a quello proveniente dal petrolio. Per fortuna, afferma Calenti, Kelly Slater, un famoso campione mondiale di surf si è appassionato al loro ingrediente e lo ha scelto per la produzione dei prodotti del suo brand.
Sempre in vista del crescente interesse alla circolarità Aquafil si sta dedicando al settore dell’automotiv con l’obiettivo di fare eco design disegnando le coperture dei sedili in nylon riciclato, ma anche riciclabile e rigenerato.
Aquafil, per difendere la loro storia, sostenibilità e circolarità, ha deciso di licenziare il marchio attraverso un agreement che prevede che i brand usino il marchio Econyl per certificare la sostenibilità dei loro prodotti.
Ricollegandoci alla necessità di essere sempre più sostenibili sul mercato un ottimo appoggio è offerto dalla startup Sfridoo che offre la sua consulenza alle aziende affinché l’economia circolare diventi il loro business. La mission di Sfridoo è valorizzare lo scarto aziendale attraverso un disciplinare chiamato “le soluzioni abilitanti all’economia circolare”. Ogni anno nel mondo si producono 11 miliardi di rifiuti e solamente il 25% viene riutilizzato. Sfridoo ha sviluppato una piattaforma digitale per la condivisione interna di avanzi di magazzino e per la condivisione esterna di materiali con lo scopo di mettere in rete tutte le aziende e di permettere la circolazione dei prodotti “end of waste” utilizzabili da altre aziende.

È dunque significativa l’importanza delle intuizioni che devono essere portate avanti per rigenerare materiali sostenibili e delle nuove tecnologie capaci di creare, come nel caso di Sfridoo, piattaforme estremamente utili per facilitare la comunicazione tra aziende e dare valore allo scarto.

Valeria Tozzi

 

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