IL PROSPETTO DI UN NUOVO MERCATO CIRCOLARE

I biomateriali potranno sostituire i materiali sintetici in uso nei diversi ambiti e soprattutto riusciranno a rientrare in un nuovo concept di mercato basato proprio sull’economicità della circolarità delle risorse?


Sicuramente si stanno facendo passi avanti, tuttavia è sicuramente necessaria la collaborazione di tutti coloro che fanno parte di questa catena, dai fornitori ai consumatori.

Il secondo ambito trattato durante l’evento “Re-think – Circular Economy Forum”, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è quello dei materiali. L’esperto di materiali sostenibili, Marco Capellini di Matrec, espone le sue considerazioni sui possibili trend del futuro.

Inizialmente la sua analisi si focalizza sui nuovi materiali poiché nell’ultimo periodo molte aziende hanno impostato la loro politica sulla riciclabilità dei loro prodotti. Tuttavia, come sottolinea Capellini, il punto focale non è la riciclabilità del prodotto in sé, bensì capire chi effettivamente ricicla. Infatti sul mercato sono presenti centinaia di prodotti potenzialmente riciclabili, ma che non vengono riciclati. Molte aziende stanno partecipando a progetti per realizzare nuovi materiali, o meglio biomateriali su misura. La caratteristica specifica di questi è proprio la loro biodegradabilità e il fatto di essere compostabili. Tuttavia, come propone l’esperto, sarebbe più interessante se le aziende non si limitassero a dichiarare la riciclabilità dei loro prodotti, ma provvedessero ad indicare quanti materiali vengono riciclati e chi si occupa del riciclo. In questo senso si sta sperimentando nel settore della gomma; infatti, una volta finito il loro ciclo di vita, i materiali devono essere riciclati negli stessi impianti che li producono permettendo la separazione dei componenti e il conseguente riciclo.
La seconda osservazione di Capellini si focalizza sui materiali in affitto che è legato alla logica dell’economia circolare. L’asset si sta spostando sempre più dall’acquisto del prodotto all’acquisto del servizio. L’esperto porta come esempio IKEA che ha creato un mercato parallelo di affitto di mobili che nel tempo potrà riprendere, e dopo averli sistemati, li rimetterà sul mercato come mobili usati. È convinzione di Capellini che si aprirà un nuovo mondo dove i materiali influenzeranno il mercato del futuro. In questo scenario i produttori si occuperanno in prima persona della progettazione, della raccolta e del recupero del materiale che potrà rientrare nella strategia di circolarità grazie al meccanismo di restituzione del prodotto.       
Importante è la misurazione della circolarità, tema strettamente legato all’aspetto di economicità nell’uso delle risorse. La considerazione si muove sul concetto di input/output, cioè quanto prelevo e quanto restituisco. Di conseguenza consumatori diventano protagonisti. Infatti Capellini afferma che anche i fruitori, che collaborano in questa nuova catena circolare, devono essere beneficiari del sistema. Quindi è essenziale, quando si fa una valutazione per un nuovo materiale, capire l’economicità dello stesso.

Concluderei con la provocazione di Capellini, ottimo spunto di riflessione: “Pensiamo a un mondo in cui le risorse annuali disponibili sul pianeta fossero equamente suddivise e noi lavorassimo per guadagnare queste risorse, quanto cambierebbe il nostro stile di vita e il nostro modo d’acquisto; quanto valorizzeremmo le risorse che andremmo a guadagnare?”

Valeria Tozzi

 

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