CAREER PATH #7: LO USER EXPERIENCE DESIGNER

Davide Berardino è User Experience Designer presso Bryan, una web agency di Milano attiva su tutto il territorio nazionale. In questa intervista ci racconta l’importanza di questo ruolo, talvolta sconosciuto.

LA SUA GIORNATA TIPO:

Essendo anche proprietario dell’agenzia, risulta difficile dividere completamente i due ruoli, ma principalmente mi occupo di organizzare il lavoro, comunicare con il team e con i clienti e stabilire gli obiettivi giornalieri da raggiungere.

COME È ARRIVATO A RICOPRIRE QUESTO RUOLO?

Mi sono laureato in Marketing e Comunicazione alla IULM e durante questo percorso ho partecipato al progetto Erasmus in Svezia, esperienza fondamentale perché mi ha permesso di relazionarmi con un nuovo stato, una nuova cultura e nuove persone, e di conseguenza ha contribuito alla mia crescita. In magistrale ho studiato Teoria e Tecnologie della comunicazione in Bicocca, con una nuova esperienza all’estero, che mi ha portato a scrivere la tesi di laurea a Cuba. Fin dal primo anno di università ho lavorato per alcune agenzie e, successivamente, dietro a un pc come sviluppatore. Terminata l’università ho voluto investire gran parte del mio tempo nel capire meglio la figura dello UX e come poter dare maggior contributo a questa professione. L’insofferenza nei confronti di capi poco competenti mi ha fatto capire che l’unica soluzione sarebbe stata non averli affatto, quindi lavorare come freelance. Ciò che è di fondamentale importanza per il ruolo dello UX è essere più curioso degli altri e lavorare costantemente sull’arricchimento personale.

QUALI SONO LE MANSIONI PRINCIPALI?

Lo UX designer deve capire chi sono gli utenti e come guidarli, quindi prende l’esperienza dell’utente e la scompone in parti. Per fare un esempio pratico, su un sito di e-commerce uno UX designer deve capire quali sono le azioni più frequenti che fa un utente.

REQUISITI RICHIESTI IN TERMINI DI CONOSCENZE/COMPETENZE LEGATE A QUESTO RUOLO:

È necessario essere in grado di analizzare i dati, avere competenze di psicologia, economia, programmazione e gestione delle interfacce. Sono competenze che vengono da profili diversi e nella maggior parte dei casi si imparano sul posto di lavoro.

LE SOFT SKILLS DA ALLENARE MAGGIORMENTE PER RICOPRIRE QUESTO RUOLO:

Anche in questo caso sono molteplici e si allenano nelle più svariate circostanze della vita di tutti i giorni. La capacità di ascolto è fondamentale: per creare una perfetta user experience bisogna essere capaci di capire cosa sta cercando il cliente e come fornirglielo, quindi è fondamentale la capacità di analisi. Un bravo UX designer è in grado di adottare più punti di vista e mettersi dalla parte del cliente, nonché deve essere in grado di vendere ciò che elabora e che propone.

RUOLI E FIGURE CON CUI INTERAGISCE PER LAVORO:

Mi relaziono con molte figure all’interno delle aziende, soprattutto in fase di analisi, poiché contano le opinioni di tutti. Quindi, a livello professionale, dalle segretarie agli amministratori delegati.

KEY TAKE AWAYS:

Un curriculum che colpisce è caratterizzato dalla pertinenza rispetto alle caratteristiche dell’individuo che si sta cercando. Inoltre, l’esperienza lavorativa pregressa è ben vista. Ma anche le prime due righe di presentazione sono importanti: motivare perché vogliamo lavorare proprio lì. Un consiglio spassionato è quello di avere un blog: se una persona l’ha creato e lo mantiene significa che è una persona interessante e ha interessi!

PERCHÉ HA DECISO DI FARE QUESTO LAVORO?

È iniziato un po’ per caso: ammiravo il mio professore di Cinema e avevo l’ambizione di scrivere, ma al contempo capendo che era difficile vivere solo di scrittura, ho deciso di fare altro. Sono entrato per caso nel mondo digitale. Ho deciso di aprire Bryan perché non sopportavo avere capi che ne sapevano meno di me, quindi ho scelto di mettermi in proprio e gestire diversi aspetti dell’agenzia.

COSA NON PUÒ MANCARE SULLA SUA SCRIVANIA?

Il prossimo libro che devo leggere, dei post-it, una penna, gli auricolari.

IL SUO MOTTO MOTTO?

Ascoltare più che parlare.

UN CONSIGLIO A CHI VUOLE INTRAPRENDERE UN PERCORSO SIMILE?

Non fermatevi mai all’apparenza: siate curiosi e approfondite. Per poter criticare e dare un giudizio critico su un qualcosa, dovete aver visto, letto, studiato più degli altri.

Martina Bissolo