Black Mirror: l’interattività di BANDERNSATCH

Il 28 dicembre la celebre piattaforma Netflix ha rilasciato un episodio speciale della serie tv Black Mirror, famosa per le tematiche che affronta e per essere ambientata in un periodo un po’ lontano dal nostro, un futuro non troppo distante.

La particolarità di “Bandersnatch”, questo il titolo dell’ultimo episodio, è il fatto di essere interattiva: lo spettatore viene cioè messo di fronte a diverse scelte durante la storia, dalla sua decisione dipenderà lo sviluppo della trama.

Il girato complessivo dura infatti 300 minuti per contenere tutte le possibili linee narrative, ma ogni trama ha una durata di circa 90  minuti.

Non tutti sanno che il titolo è ispirato ad una creatura immaginaria del libro “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” di Lewiss Carroll e che nel 1986 fu sviluppato un videogioco chiamato così che però non venne mai distribuito.

La storia è ambientata nel 1984: Stefan è un adolescente che ispirandosi ad un famoso libro vuole creare un videogioco interattivo.

Da qui parte un susseguirsi di quesiti che porteranno a diversi finali; il creatore della serie Charlie Brooker prende talvolta in giro il concetto di scelte multiple portandoci, a prescindere dalla scelta, in un percorso prestabilito e rivolgendoci lo stesso messaggio che arriva al personaggio principale: non siamo noi ad avere il potere.

Man mano che la storia procede Stefan si sente sempre meno padrone delle proprie scelte (che infatti vengono fatte dallo spettatore) ed entra in una spirale di follia.

Il tema di questo episodio si sposa bene con quello generale della serie tv: il futuro immaginato nello show non è certamente roseo e prevede sistemi di sorveglianza particolarmente invasivi, una società in cui lo status sociale dipende dai like un ruolo sempre maggiore della tecnologia che porta ad esiti disastrosi.

In questo quadro si colloca perfettamente Bandersnatch che, con la modalità interattiva, porta il pubblico a diventare complice e contribuire a scenari a volte brutali facendo riflettere sulla libertà di scelta, sul libero arbitrio e sulla presunta onnipotenza di chi controlla le vite di personaggi della storia.

Linda Pedonese

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