“L’ESSERE UMANO È FATTO DI TEMPO”: IL SALONE DELLA CULTURA 2019

Un capitello ionico decorato con volute è il simbolo del Salone della Cultura, chiaro rimando alla grecità, culla della cultura europea.

Il Salone della Cultura è andato in scena il 19 e il 20 gennaio presso SuperstudioPiù, in zona Tortona a Milano. L’evento è arrivato alla sua terza edizione e il fulcro del suo perché è bene sintetizzato dall’organizzatore dell’evento, Matteo Luteriani, che afferma: “Ho pensato di unire i diversi mondi, non quelli iperuranici della fantascienza, ma quelli a portata di mano che nascono dallo stesso grembo della carta stampata: il libro nuovo, il mio mondo, quello dell’editoria classica, degli editori, per farlo convivere con il mondo del libro usato e quello del collezionismo.”

Il Salone della Cultura è caratterizzato da tanti stand di editori indipendenti, stand di libri usati e altrettanti di libri da collezionismo o d’antiquariato, ma non solo. Infatti, si ha la possibilità di partecipare a molteplici laboratori, conferenze e presentazioni che rendono piacevole passare una giornata interamente votata alla cultura. Nel giornalino dell’evento, che cordiali ragazzi volontari distribuiscono all’entrata, c’è spazio per il programma dei due giorni, per una cartina e anche per tante stranezze sugli scrittori o per un oroscolibro 2019, con suggerimenti dedicati ad ogni segno, riguardo al proprio viaggio di lettura e agli autori che più si aggradano al temperamento di ognuno.

Un evento pensato e strutturato in maniera ordinata e sorprendente, c’è posto per tutti: anche per i bambini, numerosissimi infatti sono i libri dedicati ai più piccoli. Il Salone ha un sito internet, grazie al quale si possono acquistare i biglietti di accesso in prevendita ed evitare la fila, un profilo Instagram  e uno Facebook, che invece tiene i follower aggiornati riguardo agli eventi e alle interviste della giornata, grazie anche all’hashtag #SaloneDellaCultura. Sicuramente migliorabile la comunicazione social, potrebbe consentire un ringiovanimento del target. Sorprende, soprattutto in relazione al fatto che le facoltà di Lettere ed Editoria trabocchino di studenti e che poi in occasione di questi eventi gli studenti siano ben pochi. Il margine di miglioramento è ampio e di sicuro, come argomenta Mauro Chiabrando, se il punto di forza della manifestazione è la qualità della selezione, i visitatori non potranno che aumentare nelle prossime edizioni.

Martina Bissolo 

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