LinkedIn 1.0: la creazione del profilo

La ex CIMER Ylenia Bagiolo, neolaureata in Marketing Management e attualmente in stage nella divisione Digital Marketing di un’azienda della GDO, ha svolto la sua tesi di laurea sul personal branding, con particolare attenzione alla piattaforma LinkedIn. Ecco le prime best practice che condivide con noi!

Probabilmente nel corso dei vostri studi vi sarà capitato di sentire parlare di personal branding che, come suggeriscono le due parole che formano il concetto, può essere definito come l’applicazione delle strategie di branding alle persone. Più precisamente, il personal branding è il processo attraverso il quale le persone presentano loro stesse, promuovendo le proprie abilità, competenze, conoscenze, punti di forza con l’obiettivo di distinguersi e di essere percepiti come unici e portatori di una proposta di valore diversa rispetto a quella dei concorrenti.

Attraverso un buon personal branding si identificano e si comunicano le ragioni per le quali un cliente, un partner o un recruiter dovrebbero sceglierci, proprio come avviene con i diversi brand che incontriamo nella vita di tutti i giorni. Si capisce quindi come questo concetto abbia un forte impatto sulle nostre relazioni e soprattutto sulla nostra carriera professionale.

Un valido strumento per la costruzione di un personal branding professionale che ci porti ad essere più appetibili sul mercato del lavoro è sicuramente il professional networking site LinkedIn, piattaforma sempre più in voga per la ricerca del lavoro e, specularmente, per la ricerca del personale.

LinkedIn si configura come strategico per l’implementazione di una strategia di personal branding in quanto è uno strumento efficace ed accreditato per la presentazione delle nostre competenze professionali, titoli di studio ed esperienze lavorative pregresse e in quanto permette di fare networking, di costruire una rete di contatti professionali.

Diversi studi dimostrano che i recruiter sempre più spesso cercano online informazioni sui candidati quindi per uno studente che voglia affacciarsi sul mercato del lavoro LinkedIn potrebbe rivelarsi uno strumento prezioso per la propria carriera.

Nella creazione di un profilo LinkedIn è necessario prestare attenzione ad alcune sezioni:

  • La Headline, situata immediatamente sotto il nostro nome e cognome, cioè il campo nel quale possiamo descrivere in poche e semplici parole chi siamo e di che cosa ci occupiamo. Questo campo è cruciale e deve comunicare i nostri elementi di differenziazione e rilevanza rispetto agli altri, oltre che attirare l’attenzione verso il nostro profilo.
  • Il Riepilogo o Summary è un altro campo strategico dove è possibile raccontarsi in una breve biografia che sappia trasmettere una chiara idea della nostra identità e delle nostre capacità. In questa sezione si possono inserire anche dei link, ad esempio al proprio blog o sito personale, ad articoli, pubblicazioni eccetera.
  • In seguito, nella sezione dedicata alle competenze, sarà necessario indicare quelle che ci descrivono nella maniera più efficace e che sentiamo più nostre. In questo caso vale la regola di prediligere la qualità rispetto alla quantità: è meglio avere poche competenze ma veritiere, solide e comprovate piuttosto che un ampio spettro che non ci appartiene realmente.
  • Completano il profilo le segnalazioni (questo termine è prediletto a favore di “raccomandazioni”, parola che, almeno nel contesto italiano, è connotata abbastanza negativamente) da parte dei nostri contatti. In questo modo il profilo guadagnerà in termini di reputazione e credibilità. Le referenze possono anche essere richieste alla nostra rete, azione che presenta aspetti di criticità e meritevole di massima attenzione, in particolare nella scelta dei contatti che possano garantire per noi.

Ora che abbiamo capito quali sono gli elementi basilari nella creazione della pagina LinkedIn, non ci resta che parlare dei dettagli che rendono il nostro profilo unico e professionale: ne parleremo nel prossimo articolo della rubrica!

Ylenia Bagiolo

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