COLETTE, L’EMANCIPAZIONE INDOSSA I PANTALONI

Nel 1893 per le strade di Parigi si aggirava Colette. A molti questo nome potrebbe non dire niente, ma Sidonie-Gabrielle Colette fu la prima donna della Repubblica francese a ricevere i funerali di Stato.

Il nuovo biopic diretto da Wash Westmoreland, uscito il 6 dicembre in tutte le sale cinematografiche, si muove tra storia e finzione e ha come protagonista Colette, controversa e prolifica scrittrice, attrice, critica e giornalista, che nasce in campagna e che, a seguito del matrimonio con un editore parigino, Henri Gauthier-Villars, si trasferisce nella capitale in piena belle époque. Il conflitto della protagonista è determinato da un tacito accordo intercorso tra Colette e il marito, riguardo a un libro, anzi, a una saga di libri, inaugurata con Claudine à l’école, che viene scritta da lei, ma che a causa delle convenzioni dell’epoca è necessario venga attribuita al marito Willy, questo è infatti il nome che campeggia in copertina.

La Colette realmente esistita, tuttavia, aveva ben poco dello spirito di negoziazione che traspare dalla protagonista nel film. Keira Knightley, che interpreta Colette, è magnetica, certo, ma il personaggio risultante è ancora troppo borghese ed educato, un tenue acquerello quando in realtà sarebbe stato adeguato un acrilico vivo.

La vicenda risulta divisa in due parti, il discriminante è l’incontro con un’aristocratica francese dalle sembianze fortemente androgine, Missy, e il fatto che indossi i pantaloni, catalizzatore della vicenda e propulsore per la liberazione dalle catene che tenevano legata Colette al marito.

Nonostante i problemi di budget abbiano costretto il regista e l’intera produzione a girare il film a Budapest anziché a Parigi, i costumi e le atmosfere risultano particolarmente efficaci. C’è spazio anche per qualche citazione letteraria, come la tartaruga intarsiata di pietre preziose che presenzia, su un vassoio argento, a un importante serata di gala all’inizio del film. Un’identica tartaruga compare nel romanzo di HuysmansControcorrente, iniziatore del movimento decadentista fine ottocentesco. La tartaruga nel romanzo muore dopo pochi giorni, si converrà che la fine della tartaruga nel film non debba essere tanto diversa.

Martina Bissolo