E’ CRISI PER LA CARTA STAMPATA?

La crisi economica del 2008 ha avuto, e continua ad avere, conseguenze non trascurabili in molti settori economici tra i quali quello dell’editoria.
Quest’ultimo però ha sofferto più di altri: nonostante le performance sull’industria della cultura italiana siano positive, nel complesso l’editoria arranca e non offre prospettive di crescita interessanti.

In realtà non è solo la crisi il problema dell’editoria, ma più preoccupante è la scarsità del target di lettori (dove per lettore si considera “la persona oltre i 6 anni che nell’anno ha letto almeno un libro al di fuori di quelli scolastici”). L’Italia si vede sul podio nei paesi europei dove si legge meno, e questo dato offre un panorama davvero inquietante rispetto alle prospettive del settore editoriale, ma ancor di più su quelle del nostro paese.

Uno spiraglio si trova grazie alla digitalizzazione dei libri: questi formati permettono un’importante riduzione dei principali costi per l’editoria (quali confezionamento, distribuzione ecc..) che permette un’importante riduzione sul prezzo di vendita al consumatore finale. Questa diminuzione dei costi, però, richiede investimenti tecnologici alle aziende non irrilevanti e riversa alcuni di questi costi sul consumatore finale, che ad esempio deve dotarsi di appositi device per la lettura.
Il formato digitale, quindi, dona un apporto positivo al settore che però non si rivela significativo per l’editoria in generale.

Inoltre, troviamo un mercato diviso in due: mentre la nuova generazione più aperta alla tecnologia coglie le potenzialità dei formati digitali – molti riconoscono la valenza ecologica e la possibilità di poter acquistare il libro senza doversi recare in libreria, non presenti in tutti i comuni italiani – al contempo la generazione precedente invece vede una prevalenza di lettori appassionati e legati al cartaceo. Spesso la passione della lettura si lega al possesso fisico del libro da poter esporre, sfogliare e dove poterci appuntare pensieri.
Dunque, cartaceo o digitale, il libro viene messo sempre più da parte dalla popolazione italiana, in modo quasi drammatico.

Lorenza Di Feo

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