DEADPOOL 2 E LA FIGURA FEMMINILE

E’ ritornato nelle sale cinematografiche Deadpool 2, film basato sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel, undicesimo film della saga sugli X-Men, sequel di Deadpool e interpretato da Ryan Reynolds, che dopo “Lanterna Verde” ritorna sugli schermi cinematografici nella veste di supereroe.

Una premessa: lo studio Marvel è da sempre un generatore di film con sviluppo di trama abbastanza uguali tra loro, con uno stile e una mano ben riconoscibili, e in questo senso equiparabili alla Pixar o alla Disney.

Deadpool è forse l’unico supereroe che rompe lo stile cinematografico della Marvel, contraddistinto in particolar modo da quel tocco di violenza, volgarità e ironia.
E’ un supereroe non appartenente all’UCM i cui film hanno un concetto ampio di intrattenimento, che mescola l’ironia all’azione sapendo che entrambe necessitano della medesima cura e sofisticazione perché il mix possa dirsi riuscito.

La storia è un dettaglio che serve a veicolare queste ironie e queste battute. Con i due film dedicati a Deadpool si vuole anche fare una riflessione a tutti gli effetti su Hollywood, sulle carriere delle persone coinvolte (“dagli stessi che hanno ucciso il cane di John WIck” recitano i titoli di testa) e in questo senso suona sempre distante. Oppure i continui rimandi a Wolvering, che vediamo onnipresente nel primo film ma anche nel secondo, soprattutto nella scena finale.

In Deadpool 2 non ci si preoccupa mai davvero di creare una storia vera ma imbastisce più un viaggio finalizzato alla vendetta, nel quale le alleanze cambiano un paio di volte e lo svolgimento rimane molto semplice. Questo è il principale problema di un film che, come il primo, è molto preciso sulle gag, ha un ottimo ritmo e può dirsi riuscito, ma addosso al quale incombe un po’ di stanchezza. Per creare interesse verso un film ma soprattutto verso il suo sequel è indispensabile creare un’affezione per storia e personaggi.

Ed è proprio sui personaggi che vorrei focalizzare l’attenzione.
Abbiamo appunto detto che tutta la storia del secondo film è un viaggio che ci porta alla vendetta di Deadpool, in cui risulta di estrema importanza il ruolo della donna. E’ infatti la sua ragazza che guida le sue azioni, lo riporta sulla strada giusta ogni volta che Deadpool sembra perdersi in qualche decisione infelice.

Notiamo dunque che in questo film il ruolo della donna diventa uno dei principali, così come è la tendenza nel cinema contemporaneo.

Per capire meglio facciamo un passo indietro ripercorrendo i passi che hanno portato la donna ad ottenere ruoli sempre più importanti nel film.
Il mondo femminile ha fin da subito trovato un proprio spazio e un proprio respiro all’interno del cinema, ma la donna, soprattutto sul nascere della settima arte, non viveva di una particolare libertà nei film. La sua unica prospettiva caratteriale era l’amore, l’unico fine a cui poteva adempiere. Per quanto potesse assumere la centralità di una pellicola, il suo personaggio era inesorabilmente legato e intrecciato a quello dell’uomo, quindi sempre subalterno e vincolato. E mentre una donna era soggiogata dalla passione in modo passivo, parallelamente il cinema mostrava un altro lato dell’essere donna, il suo esatto opposto.

Ciò che emergeva era una realtà femminile divisa in due figure, una donna nel cinema che era sia fatale e amante che donna vergine, madonna, angelo del focolare.

In un secondo periodo, l’evoluzione del ruolo della donna nel cinema è caratterizzata dalla nascita delle flapper girl, primo timido effetto dell’emancipazione femminile, come appare nei film The WomenVolto di donna e Il romanzo di Mildred. Questo cambiamento si evince nella raffigurazione di una donna con meno ostacoli o restrizioni, che si divincola da una sudditanza maschile, per riappropriarsi di una sicurezza, di una libertà fisica e di uno spazio in cui determinarsi. Questa indipendenza porta la donna nel cinema ad affacciarsi nel mondo del lavoro, che dopo il crollo economico diventa necessario e significativo per le industrie. La donna nel cinema è posseduta da un forte desiderio di autoaffermazione, con un’idea ben precisa dello spazio in cui desidera vivere, che non è più il focolare domestico, la donna non è più la sposa e madre felice.

Dopo la restrizione degli anni trenta a causa del Codice Hays  le donne furono relegate nuovamente, cinematograficamente parlando, nei ruoli di madri e mogli fedeli, nel loro focolare e vivendo nuovamente in subordinazione rispetto ai personaggi maschili.

È con gli anni ’60 che emerge il ruolo della donna nel cinema come un ruolo sempre più importante e centrale; non solo brava moglie e madre, ma donna seducente e provocatrice. Il cinema degli anni 60 ha influenzato il cinema contemporaneo, dove la donna è sempre più protagonista e, dove non lo è, aiuta l’uomo ad affrontare i suoi conflitti, come vediamo in Deadpool 2.

Giulia Frassica

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