ETRO, NATURA MANIFESTA: UNA SFILATA NASCOSTA NELLA GIUNGLA

Etro è una casa di moda italiana fondata nel 1968 e da allora è rimasta un’azienda familiare, gestita dai quattro figli del fondatore. Il 17 Giugno, presso il Palazzo del Ghiaccio di Milano, ho potuto assistere alla sfilata di moda di questo stilista italiano, che è stato capace di stravolgere lo stereotipo delle sfilate di moda.Se poco prima di entrare mi aspettavo di trovare la classica passerella e una serie di modelli intenti a mostrarci la nuova collezione primavera – estate 2019, mi sono dovuta ricrede. Infatti mi sono ritrovata immersa nella giungla e nei suoi labirinti per ritrovare i vari stand, i modelli e le diverse attrazioni nascoste tra le foglie.
In questo spazio la natura si è davvero manifestata: piante molto alte, musica rilassante con i rumori della foresta e casse in legno su cui poggiavano i modelli.

Seguendo il percorso, i visitatori hanno potuto imbattersi nei modelli che indossavano gli abiti della nuova collezione dedicata alla prossima estate. E come non riconoscerli: giacche, pantaloni, camicie disegnati con lo stesso iconico marchio di fabbrica, il Paisley: motivo decorativo nato in Mesopotamia, che richiama la foglia della palma da dattero e quindi l’idea dell’albero della vita, quasi onnipresente sugli abiti e scialli delle donne indiane.

E’ infatti alla cultura indiana che Etro si è ispirato per la collezione primavera-estate 2019. Nei pannelli digitali immersi nella giungla, venivano proposti frame di video che richiamavano l’attenzione su temi quali lo stile di vita indiano, il sentimento verso la terra e la malnutrizione.

A catturare la mia attenzione in particolare sono state due citazioni: “Non è la terra che appartiene all’uomo, ma è l’uomo che appartiene alla terra” e “Possiamo cambiare la nostra mentalità per cambiare il mondo”. Si trattano sicuramente di spunti per sensibilizzare le persone verso la malnutrizione e la sostenibilità come stile di vita.

In questa sfilata, organizzata con lo studio milanese d’arte digitale Streamcolors, ad essere al centro dell’attenzione non era solo la natura, ma anche il digitale: gli ospiti potevano avvicinarsi a tre diverse White Boxes, dei contenitori che si animavano ed erano simboli di tre temi: natura, arte e storia. Ogni elemento che viveva in questa white box aveva un suo respiro e profumo, ricreato dall’Erborista Fulvio Martini. In questo modo, Etro ha creato nella sua sfilata il paradigma di un paesaggio naturale semidigitale esponendo schermi e white boxes, rendendo percepibile anche con l’olfatto oltre che con la vista.

Questi due sensi, tuttavia, non sono gli unici ad essere stati stimolati in questo percorso: verso la fine della finta foresta, era posizionato un lettino che permetteva l’immersione totale della persona nella musica rilassante della foresta, grazie a delle casse interne che trasmettono le vibrazioni musicali nel corpo.

E se per caso, durante la sfilata, qualcuno avesse avuto sete, un’acqua molto particolare veniva data ai visitatori: creata dallo studio giapponese Emoto, la Emoto Water Crystal che contiene 4 particelle che, cristallizzandosi, influiscono positivamente sull’umore e le emozioni di chi la beve.

Giulia Frassica

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