Where is Roseline?

3500 metri quadri di palco scenico, ma nessuno spettatore. La libertà di muoversi secondo l’istinto, ma l’impossibilità di seguire tutte le puntate della storia. La possibilità di interagire con gli attori, che però sembrano vedervi come fantasmi. Roseline: una donna, un luogo, un libro, uno spettacolo. Chi è Roseline?

Per scoprirlo, ho dovuto indossare un mantello e un cappuccio e immergermi nella storia di Amleto. Immergermi, sì, perché di questo si tratta: un’esperienza di teatro immersivo.
Una volta dentro, ho visitato le varie stanze nelle quali era allestita la scenografia e potuto familiarizzare con i personaggi, ancora assopiti in una specie di trans che precedeva l’inizio dello spettacolo.
La calma apparente è però durata molto poco: dopo un lungo suono di sirena, le scene hanno preso vita e i protagonisti hanno iniziato la loro performance, rigorosamente in inglese.
Seguendo l’istinto, mi sono spostata in varie stanze per riuscire a comprendere ciò che stava succedendo. Spesso mi sono ritrovata a chiedermi perché due personaggi stessero litigando o di cosa stessero parlando, dal momento che le scene si svolgevano in otto stanze diverse ed era impossibile seguire tutte le fila della storia.

La cosa più interessante di tutte è stata la possibilità di interagire con gli attori: essi coinvolgevano gli spettatori trascinandoli da una stanza all’altra o facendogli domande e gli spettatori potevano interagire con la storia aprendo armadi, lanciando oggetti, muovendo la scenografia. Il risultato è stato incredibile: uno spettacolo diverso ogni sera a seconda di chi erano i suoi spettatori e del loro grado di interazione.

Ma la storia qual è?  Roseline (anagramma di Elsinore, il castello di Amleto) è un’ex clinica, divenuta luogo di riscatto per un gruppo di disadattati, governata da leggi proprie. Il Capitano, colui che ha fondato l’edificio, è morto e la vedova cerca di mantenere la sua posizione sociale sposando il fratello. Amos, il figlio, sembra impazzito: incolpa la madre della morte del padre e per questo vorrebbe ucciderla. Durante lo spettacolo però vari elementi fanno vacillare le sue intenzioni: il male all’interno di Roseline ha ormai contagiato tutti i suoi abitanti, generando conflitti di ogni sorta e portando le persone sull’orlo della pazzia.

Il fatto che lo spettacolo sia in inglese e che è impossibile seguire tutte le vicende rende questa una prova non per tutti, ma per coloro che hanno osato avventurarsi, come me, sono sicura che sia stata un’esperienza unica.
Lo spettacolo è andato in scena dal 14 aprile al 3 giugno a Palazzo Calchi Taeggi ed ha avuto un grande successo, attirando anche un pubblico di stampo internazionale e facendo sold out per molte sere consecutive.

Il teatro immersivo è un nuovo modo di fare teatro che potrebbe servire a rilanciare questa pratica tra i giovani. E voi, sareste pronti a perdervi nei meandri di un edificio senza sapere ciò che state facendo?

Un ringraziamento speciale va ad Alessandra Tagliabue, che mi ha permesso di vivere questa incredibile esperienza.

Virginia Ciabatti

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