LE PROFESSIONI DELLA COMUNICAZIONE. Le novità del digitale tra cinema e pubblicità

Tra le tante tematiche affrontate durante la giornata delle professioni della comunicazione, organizzata da Almed lo scorso 11 maggio, il secondo “round table” si è incentrato sulla comunicazione di prodotto. I professionisti presenti hanno cercato di spiegare, ognuno nel proprio ambito, come il digitale si inserisca nella realtà dei media di comunicazione e come influisca sulle relative professioni.


Tra gli ospiti, Giovanni Cova, presidente di QMI – The Art of Entertainment, una società di entertainment marketing che si occupa di creazione di contenuti. Più precisamente, questa azienda aiuta i produttori e i distributori di film a lanciare contenuti, come film e serie televisive: il concetto di fondo è cercare di far emozionare il pubblico, cercando di far trovare ad ogni contenuto la sua audience, dai film delle Major ai film italiani indipendenti. Ma non è tutto; infatti QMI simmetricamente lavora anche come agenzia per le aziende che non appartengono al settore dell’intrattenimento, alle quali fornisce un legame con quest’ultimo, cercando di far collegare tali realtà al mondo dei contenuti, dai film alla musica. Infatti, ciò che rimane costante, e addirittura in crescita, spiega Cova, è l’interesse del pubblico nei confronti dei contenuti: i contenuti emozionano.

La QMI stessa diventa distributrice di contenuti, con una grande contaminazione, tra il filmico e il musicale per esempio; essa è infatti specializzata nel portare la musica sul grande schermo, con proiezioni temporanee di concerti per qualche giorno.
Durante l’incontro si è anche parlato di come il digitale stia cambiando le professioni, e quindi anche delle nuove opportunità per raccontare il cinema in maniera diversa. QMI è un’azienda a metà tra due mondi, la pubblicità e il cinema, i quali stanno cambiando moltissimo.

Nel cinema è in atto un cambiamento radicale: la mutazione, dopo oltre cent’anni, del formato principe dell’industria audiovisiva. Si passa dal film di 120 minuti alle serie televisive. Questo comporta un passaggio incredibile: se prima si prediligeva il cinema, adesso si preferisce raccontare una storia in più episodi.  Un esempio lampante del cambiamento in atto si può notare dalla nascita e dallo sviluppo di nuove piattaforme di produzione e di distribuzione non tradizionali di contenuti. Cova cita a tal proposito l’ultimo film prodotto da JJ Abrams, The Cloverfield Paradox, che sarebbe dovuto uscire al cinema con Paramount in tutto il mondo; tuttavia, due giorni prima dell’uscita, è stato rilasciato da Netflix, che lo ha annunciato a sorpresa durante il SuperBowl. Una cosa totalmente impensabile fino a qualche anno fa.

Anche per quanto riguarda l’Italia ci sono grandi opportunità, racconta il presidente di QMI: il cinema infatti non è in crisi come si sente dire spesso. L’Italia è un paese che ha una delle più grandi tradizioni filmiche al mondo. Vi sono inoltre in atto degli sviluppi: sarà emanata a giorni la nuova legge cinema, che rappresenterà un importante rivoluzione per il nostro paese, portandolo ad avvicinarsi ad altre realtà più avanzate in questi termini, che investono molto in cultura, come ad esempio la Francia. Si tratta di un grandissimo passo in avanti che aiuterà sia il cinema, che la produzione indipendente, che le reti televisive.

Dal punto di vista dell’industria pubblicitaria invece, anch’essa è in cambiamento continuo e molto rapido. Cambiano le strategie di marketing e le aziende sono alla costante ricerca di contenuti. Si pensi poi al grande cambiamento avvenuto nel giro di cinque-sei anni: dalla crisi che ha colpito l’industria pubblicitaria, in modo più drastico di qualsiasi altra industria, alla situazione attuale in cui la pubblicità si è totalmente risollevata ed è in costante evoluzione.

Quindi quali sono i consigli da trarre da tutto ciò? In primo luogo, secondo Giovanni Cova, tutti questi cambiamenti possono essere collocati in un contesto: ed è proprio chi conosce il contesto e la storia che si accorge che alcune dinamiche sono ricorrenti. La commistione tra pubblicità e cinema infatti c’è sempre stata, non è nulla di nuovo. Quindi, aiuta tanto avere delle conoscenze al riguardo, sull’industria in generale, mostrarsi interessati, ma ancora di più aiuta “essere dentro” l’ambito in cui si vuole lavorare, ossia essere molto informati su ciò che accade, in modo da riuscire a contestualizzare questi cambiamenti, avendone una visione completa.

Giorgia Cestariolo

Annunci