Le professioni della comunicazione: i mutamenti del settore audiovisivo e il percorso di Erica Negri

La digitalizzazione ha rivoluzionato l’intero scenario del mondo del lavoro e, in particolar modo, le professioni della comunicazione. Alcuni illustri professionisti di questo campo hanno cercato di fare il punto della situazione portando le proprie esperienze presso il workshop che si è tenuto nella Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica lo scorso 11 Maggio.

Nella prima tavola rotonda della giornata, dedicata al settore audiovisivo, ha preso parola anche  Erica Negri, delegato di produzione presso Sky Italia. Fa parte del team che si occupa di seguire la scripted production di Sky dalla genesi fino alla messa in onda e ha preso parte a produzioni come “Gomorra”, “I misteri del BarLume” e “Il Miracolo”.

Alla domanda su quale sia stato l’impatto della digitalizzazione sul suo settore, ha risposto che negli ultimi anni è aumentata moltissimo la concorrenza. Tradizionalmente la televisione italiana presentava due soli competitor sul lato generalista (Rai e Mediaset), mentre Sky puntava sulla produzione di contenuti diversi, rivolti a target differenti, agendo come leader indiscusso tra le pay tv. Negli ultimi anni, invece, Sky si è trovata a fare i conti con la nascita di nuove realtà, in primis i servizi streaming come Netflix, Amazon Prime Video, Apple e Tim Vision, che presentano un catalogo ricco di contenuti di altissimo livello, che parlano con un pubblico internazionale. Oggi l’obiettivo non è più quello di produrre un contenuto alternativo alla free tv, ma bisogna entrare in competizione a livello globale: “bisogna fare le serie tv migliori al mondo”.

Parlando dal suo lavoro, Erica Negri ha fatto percepire la forte passione che mette in ciò che fa. Infatti dal suo intervento è emerso che oggi lavorare nella produzione di serie televisive è molto eccitante e stimolante, perché c’è un cambiamento in atto e si pongono sfide di altissimo livello. I budget di produzione aumentano per competere con l’estero, così come aumentano i titoli prodotti: in questo momento Sky ha circa 40 serie in produzione.

Durante il workshop, diversi studenti hanno posto domande riguardo al percorso formativo per capire se il proseguimento degli studi con magistrali e master possa rallentare la ricerca del lavoro. A questo proposito, Erica Negri ha raccontato il suo ricco e variegato percorso: si è laureata in lingue all’Università Cattolica, poi ha frequentato il master di Almed in sceneggiatura e produzione. In seguito ha iniziato a lavorare in diverse case di produzione all’estero, e nel contempo ha conseguito una laurea specialistica; poi ha fatto anche un dottorato, lavorando e insegnando in contemporanea. Dopo aver finito il dottorato, ha iniziato a lavorare a Sky.

La sua testimonianza è la perfetta dimostrazione che nel costruire il proprio percorso professionale non ci sono regole: si può studiare, lavorare, e poi tornare a studiare, ognuno può ritagliarsi la propria esperienza su sé stesso”. Non c’è un solo modo giusto: la cosa più importante è perseguire ciò che ci piace fare.

Infine, Erica Negri ha dispensato due importanti consigli di cui fare tesoro: il primo è formarsi, ovvero studiare e cogliere ogni opportunità, anche al di fuori dell’università, per imparare qualcosa da aggiungere al proprio bagaglio. Il secondo è essere intraprendenti, non limitarsi a studiare per prendere un pezzo di carta, ma mettersi in gioco, impegnarsi, e agire di propria iniziativa.

Flavia Cimatti

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