Consigli dalla HR Manager di un’agenzia di comunicazione: intervista a Giuliana Piana

Siete alle prese con le candidature per lo stage? O siete già entrati nel mondo dei colloqui
lavorativi? Allora dovete sapere che non tutti gli uffici di risorse umane fanno selezione allo stesso modo. Ecco i dos e i dont’s per fare buona impressione agli HR di un’agenzia creativa di comunicazione.

Abbiamo incontrato Giuliana Piana, HR manager di Dentsu Aegis Network, durante la movimentata giornata di presentazione della Digital Attitude Map, un nuovo strumento di recruiting che mappa quanto il candidato è familiare con gli attuali strumenti del web e quali sono le sue doti e inclinazioni personali riguardo al mondo digitale.

In quest’occasione abbiamo avuto modo anche noi di fare una duplice mappa: qual è il profilo ideale che esaudisce i sogni dell’HR manager di un network creativo e quali sono invece le caratteristiche che assicurano che la candidatura venga scartata? Giuliana Piana ce lo ha rivelato.

La prima cosa che Dentsu Aegis Network verifica durante il recruiting? “Il mindset digitale. Per qualunque posizione sia la candidatura, questo è un requisito fondamentale per risultare come un profilo idoneo: agenzia creativa e mondo web sono complementari. Poi, una volta confermate le competenze, si guarda all’internazionalità del candidato: le esperienze all’estero assicurano un’apertura alla diversity essenziale per garantire al lavoro in agenzia un ventaglio variegato di figure dinamiche e disponibili.”

Invece, quali sono gli sbagli da evitare? La delusione di un HR manager si manifesta di fronte a “un profilo LinkedIn non compilato completamente o a un account social non curato. Peggio ancora se sui social si finge di essere qualcuno che non si è: pubblicare la migliore versione di sé stessi è l’ideale, invece mentire costa caro e vi escluderà automaticamente dalla selezione.”

Un ultimo prezioso consiglio? “Siate ambiziosi – incoraggia Giuliana Piana – nella mia carriera ho incontrato tanti giovani che si sono poi persi perché non avevano chiaro cosa volevano fare nella loro vita”. La HR manager invita invece a pianificare e a porsi degli obbiettivi per essere “bramosi di successo, ma umili”, perché una volta entrati nel velocissimo mondo del lavoro contemporaneo, si capisce che “è ancora tutto da imparare e la laurea, che pochi mesi prima sembrava il traguardo, diventa allora il punto di partenza”.

Maddalena Esteri

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